Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Violenza di genere. Chi sensibilizzare?


Ci sono violenze che non emergono mai, fino a che non accade qualcosa di irreparabile, il femminicidio. La violenza è ancora percepita come un fatto privato e invece dobbiamo dire che no, non è così, a più livelli, ciascuno con le proprie competenze e responsabilità, dobbiamo accompagnare le donne affinché riescano a intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza, affinché riescano a denunciare ciò che hanno subito.

Scrivo perché desidero poter dare il mio micro contributo per diffondere informazioni, notizie, condividere battaglie e in qualche modo a creare consapevolezza. Ci sono tanti modi per farlo, io lo faccio con i mezzi e gli strumenti che ho a disposizione. Scrivere serve anche a me stessa per mettere a fuoco pensieri, opinioni, riflessioni, dati e fonti. Ma soprattutto penso da sempre a un punto essenziale: le donne non devono essere lasciate sole, non devono restare isolate con ciò che la vita mette loro davanti, devono sentire che al loro fianco c’è chi le sostiene, le ascolta, gli crede e può aiutarle. Per questo è importante mettere in circolo le informazioni e fare passaparola. Ho ricevuto più volte dei segnali che le mie parole riescono ad essere utili, soprattutto riescono a fare emergere il desiderio di raccontare le proprie esperienze, di condividere la propria storia, perché non accada ad altre, affinché le cose cambino, ci sia un miglioramento. Questo vale a maggior ragione quando si tratta di un caso di violenza, quando si vive una delle esperienze più dolorose, capaci di segnarti nel profondo. Spesso si chiede alle vittime di violenza perché non hanno denunciato prima, perché hanno aspettato. Ci sono violenze che non emergono mai, fino a che non accade qualcosa di irreparabile, il femminicidio. La violenza è ancora percepita come un fatto privato e invece dobbiamo dire che no, non è così, a più livelli, ciascuno con le proprie competenze e responsabilità, dobbiamo accompagnare le donne affinché riescano a intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza, affinché riescano a denunciare ciò che hanno subito. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti per proteggerle effettivamente ed efficacemente, e se hanno figli minori, assicurare loro altrettanta protezione. In caso di stupro o stalking non dobbiamo sfoderare il consueto armamentario volto a rivittimizzare le donne.

Ringrazio V. (iniziale fittizia) la donna che ha voluto condividere la sua storia. Penso che la sua testimonianza, insieme a quella di altre donne, possa servire a ribadire ciò di cui le donne hanno bisogno, a chiedere che le cose cambino al più presto. Ho rimosso ogni riferimento che potesse rendere riconoscibile questa donna, la sua esperienza ha un valore universale.

Quando trovi la forza e il coraggio di uscire dalla “gabbia” della paura, e decidi di chiedere aiuto, la violenza che hai subito fino a quel momento, in qualche modo l’hai accettata, vorresti e cerchi di voltare pagina.

Magari, puoi anche accettare e fare i conti con l’insensibilità e l’omertà intorno a te, ma l’omertà e l’abbandono da parte delle Istituzioni a cui ti rivolgi, per chiedere tutela, protezione, aiuto e supporto…PROPRIO NO, NON SI PUO’ E NON SI DEVE ACCETTARE!!!!”

Esordisce così, V. in quella che è una esperienza di stalking da parte dell’ex, “un’enorme sofferenza e disagio, difficile da spiegare e quasi impossibile da comprendere”. Prova “un senso finalmente di sollievo”, pensando che la accoglieranno, dandole tranquillità e serenità e un senso di protezione; “invece, sin dal primo approccio, incontri atteggiamenti ostili”. V. vorrebbe sentirsi dire “tranquilla, ora ci siamo noi”, invece trova scarsa considerazione, atteggiamenti volti a scoraggiarla, sguardi solo di curiosità, nessuno che le creda. Si è ritrovata sballottata da un ufficio all’altro, una pratica che passa da un dipendente all’altro. Rimbombano le parole “non accoglienza”, “leggerezza”, avverti tutte le difficoltà che le si sono frapposte davanti alla denuncia, nel momento in cui ha finalmente trovato la forza di farlo. La documentazione allegata, l’insistenza con cui il suo stalker non demorde e continua a perseguitarla non sembrano sufficienti per un intervento tempestivo di allontanamento.

 

CONTINUA A LEGGERE SU DOL’S MAGAZINE QUI

Lascia un commento »

Molestie e violenze sessuali sul lavoro: arretramenti e pregiudizi

Tra le mille difficoltà che incontrano le sopravvissute per ottenere giustizia, a quanto pare se ne aggiungono altre, nuove e inaspettate, che rischiano di portarci pericolosamente indietro sulla strada dei diritti e del contrasto alla violenza di genere.

Altro che rivoluzione #metoo. Da noi, in Italia, parlare di molestie, denunciare è un boomerang, una strada che si contorce e si inerpica fino a quando le ragioni, i motivi, si disperdono in un nulla di fatto, con motivazioni da teatro dell’assurdo. Di fatto si apre una voragine nella quale il coraggio di parlare viene demolito, intimidito, sezionato, ridotto a brandelli, chi denuncia si ritrova sul banco degli imputati, tutto si ribalta in un assurdo gioco che stenta a dare credito alle donne, tra un “se l’è cercata, era compiacente, era corresponsabile” e un “troppo tardi, poco attendibile, approfittatrice”. E quindi, si dissolve la gravità di quanto agito da questi uomini, c’è anche chi parla di “poverini”, vittime di una caccia al mostro, una esagerazione messa in piedi da quelle misandriche delle femministe. In Italia è evidentemente andata così, tutto storto, capovolto, annacquato. Ed ora possiamo aggiungere un altro tassello: “troppo amica, troppo vecchia”, non è compatibile con uno stato di soggezione. Il 25 settembre si svolgerà l’udienza (la denunciante ha fatto opposizione all’archiviazione) n


deciderà se archiviare o proseguire l’iter giudiziale in seguito a quanto denunciato da Elisabetta Cortani, presidente della Ss Lazio Calcio femminile, nei confronti di Carlo Tavecchio, all’epoca dei fatti presidente FIGC. La Pm ha chiesto l’archiviazione pur ritenendo veritieri e realmente accaduti i fatti denunciati.

(…)
Dimostrando solidarietà a Elisabetta daremo una spallata al sistema e un aiuto a tutte le donne che denunciano. Non si deve consentire che passi la cultura che sottende la richiesta di archiviazione. Con l’estate di mezzo, il 25 settembre è ravvicinato e non è ammissibile che si rischi di lasciare passare sotto traccia ciò che sta avvenendo. Che messaggio trasmetteremo alle donne, come potremo sollecitare e sostenere il loro coraggio nel denunciare?

Continua a leggere l’articolo completo su Dol’s Magazine qui

 

AGGIORNAMENTO

Queste sono notizie che riempiono il cuore di speranza e di fiducia. Un segnale importante per Elisabetta e per tutte le donne che hanno il coraggio e la forza di denunciare. Non ci fermerete!

Lascia un commento »

#Stalking: ricapitoliamo


E’ assai necessario fare un piccolo ripasso della tempesta che ha investito da giugno ad oggi il reato di stalking.

In seguito alla legge di riforma del codice penale, approvata il 14 giugno scorso, si prevede l’introduzione dell’articolo 162 ter, che prevede l’estinzione dei reati con querela di parte remissibile a seguito di condotte riparatorie.
Tra i reati interessati dal 162-ter rientra lo stalking, un reato faticosamente inserito nel nostro ordinamento attraverso l’articolo 612 bis, introdotto dal D.L. 23.2.2009, n. 11, recante «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori».

L’allarme è stato lanciato lo scorso 27 giugno da Loredana Taddei, Responsabile nazionale delle Politiche di Genere di Cgil, Liliana Ocmin, Responsabile del coordinamento nazionale donne Cisl e da Alessandra Menelao, Responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil.

Ricordiamo tutti come venne frettolosamente bollata questa denuncia dei sindacati. Poche le voci fuori dal coro di condanna. Sporadiche e flebili le reazioni che avrebbero dovuto essere ben più forti. Ma si sa, il caldo estivo causa abbassamenti di pressione e le vacanze chiamano.
Abbiamo voluto ricordarlo con un cartello ad hoc, per fare un esercizio di memoria, per evidenziare la perniciosa abitudine a negare.


Arriva la conferma autorevole di Eugenio Albamonte, segretario dell’Associazione nazionale magistrati:

«Al di là della gravità della possibile estinzione del reato introdotta dall’articolo 162 ter per lo stalking, c’è una forte sperequazione tra i termini di custodia cautelare e quelli della pena. Perché con la nuova norma lo stalker può essere arrestato, ma poi attraverso una sanzione pecuniaria può ottenere l’estinzione del reato».

Negare l’evidenza non si può più.
Il guardasigilli Andrea Orlando, che in prima battuta, insieme a quanto dichiarato dal collega Gennaro Migliore e da altri esponenti politici, aveva parlato di “preoccupazioni non fondate” e aveva poi assicurato di essere pronto a “riconsiderare la punibilità a querela prevista nella legge del 2009”. Interviene la senatrice del Pd Francesca Puglisi:“Con le colleghe del Senato studieremo l’emendamento più efficace che tuteli le donne vittime di violenza”.
Siamo ormai a luglio, dopo sollecitazioni da più parti, il ministro Andrea Orlando deve trovare la “nave” su cui far transitare il correttivo; si ipotizza il ddl sugli orfani di femminicidio oppure quello sulla prostituzione minorile, tutti senza date certe. In più ai primi di luglio arriva il primo stop al ddl per la tutela degli orfani di femminicidio dal centrodestra, perché “nel testo si fa riferimento anche ai figli delle Unioni civili“. Questo nonostante l’appello a sostenere la norma a firma di alcune deputate di Forza Italia.

Si doveva fare presto a correggere gli effetti del 162 ter sul reato di stalking, che sarebbe entrato in vigore il 3 agosto. Un altro problema è che il nuovo art. 162 ter ha effetti retroattivi: le esperte rilevano che è applicabile anche ai processi in corso, anche dopo l’apertura del dibattimento e addirittura in appello (“tranne il giudizio di legittimità”). Inoltre alcuni processi per atti persecutori avviati d’ufficio o con aggravanti, spesso con il dibattimento vedono cadere per difetto di prova l’aggravante o il reato in concorso perdendo così la procedibilità d’ufficio, con la conseguenza che possono diventare estinguibili con la nuova norma.

Il 13 settembre vengono presentati ben due emendamenti all’articolo 162-ter del codice penale, primo comma:
prima firmataria Francesca Puglisi https://parlamento17.openpolis.it/emendamento/263388
prima firmataria Doris Lo Moro https://parlamento17.openpolis.it/emendamento/263445

Una corsa contro il tempo. Purtroppo è di due giorni fa la notizia della sentenza di Torino, le prime conseguenze nefaste si iniziano a vedere.
Fioccano scuse, mea culpa, tutti improvvisamente si svegliano all’improvviso. La bomba innescata a giugno è esplosa.

Esce il seguente comunicato:

“L’ufficio legislativo, su precisa direttiva del Ministro Orlando, ha depositato nei giorni scorsi parere favorevole all’emendamento presentato dalla senatrice Puglisi (Pd) nell’ambito dei lavori parlamentari sulla proposta di legge a tutela degli orfani dei crimini domestici, calendarizzata dalla Commissione giustizia del Senato la prossima settimana.

Aspettiamo “fiduciose”, ma con un grado di allerta massimo. La toppa per sanare lo stalking rischia di subire le conseguenze dei veti sul progetto della legge per la tutela degli orfani di femminicidio.

Aspettiamo, ma al contempo sottolineiamo che per le sentenze di estinzione come quella di Torino e tutte quelle che potrebbero arrivare, le donne potrebbero non vedere giustizia né il ripristino delle misure di protezione previste per lo stalking, che decadono contestualmente all’estinizione del reato.

Nel frattempo è arrivata anche la notizia dell’iniziativa di impugnare la decisione della giudice di Torino da parte dell’Avvocato generale Giorgio Vitari e del procuratore generale Francesco Saluzzo.

Si è creato un danno gravissimo, concreto, immediato alle donne, insieme a un pericoloso messagio culturale, che si può perseguitare una donna e poi sanare con una manciata di euro.

Le dichiarazioni tardive di scuse e di attenzione al problema non sanano le conseguenze della “svista” che sono sotto i nostri occhi.

L’unico segnale utile di attenzione alle donne che ora chi siede nelle istituzioni deve dare è sanare le conseguenze del nuovo art. 162 ter c.p. sul reato di stalking. Nessuno ha dato l’allarme durante i lavori sulla riforma del codice penale, ora il tempo è scaduto. La norma è legge e inizia a portare i suoi frutti avvelenati. La monetizzazione di un reato come lo stalking non deve essere ammissibile. Occorre intervenire ORA. Ora si deve trovare la convergenza delle forze. Se volete dimostrare di voler veramente ascoltare le donne, questa è l’occasione, non altre.
Vigileremo. Siate certi che lo faremo.

 

Il gruppo Chi Colpisce Una Donna, Colpisce Tutte Noi

Lascia un commento »

La violenza non ammette prescrizione

giustizia-bilancia

Apprendiamo con sgomento:


La Repubblica
: “Questo è un caso in cui bisogna chiedere scusa al popolo italiano”. Con queste parole, la giudice della Corte d’Appello Paola Dezani, ieri mattina, ha emesso la sentenza più difficile da pronunciare. Ha dovuto prosciogliere il violentatore di una bambina, condannato in primo grado a 12 anni di carcere dal tribunale di Alessandria, perché è trascorso troppo tempo dai fatti contestati: vent’anni. “Tutto prescritto. La bambina di allora oggi ha 27 anni. All’epoca dei fatti ne aveva sette.”

Corriere della Sera: «Abbiamo chiesto scusa alla vittima perché siamo stati costretti a chiedere il proscioglimento dell’imputato, nonostante non volessimo farlo. Ma è intervenuta la prescrizione». Così il procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo.”

Nessuna scusa, perché l’esito non può cambiare, perché la giustizia italiana ha fallito e non ha fatto il suo dovere per arrivare in tempi congrui a sentenza. Quella bambina diventata donna, oggi cosa può pensare? Risulta palese che di fronte all’orrore e alla violenza che le sono stati inferti non ci sia stata nessuna forte e reale volontà di fare giustizia.
Perché nulla può giustificare venti anni di processo e un reato di violenza su una bambina che va in prescrizione. Una giustizia inspiegabilmente naufragata tra le maglie di due gradi di giudizio che hanno sbriciolato il reato, mandandolo in prescrizione. Giorno dopo giorno chi subisce violenza dovrà superare decine di ostacoli, interrogatori, udienze, domande, con un esito incerto che peserà come un macigno. Chi si vuole veramente tutelare?
Chi ha curato la difesa della bambina? E’ stata supportata al meglio sia dal punto di vista legale che psicologico? Queste sono alcune delle domande che ci poniamo.
Quando si arriva a questo risulta difficile credere che per il nostro sistema giudiziario sia davvero prioritario perseguire chi commette violenze e abusi. A quanto pare non lo è o non lo è dappertutto e la volontà, non il caso, in questi frangenti determina se ci sarà o meno giustizia. Così a violenza si aggiunge violenza. Il messaggio che passa è terribile, desolante. Prescrizione in questi casi non può esserci, perché questa donna porta con sé questo fardello che ha cancellato la sua infanzia, come avrebbe dovuto essere, come aveva diritto a viverla.
Uno Stato non può pensare di mettere una pietra sopra a quanto accaduto. Questa donna vuole giustamente dimenticare, ma lo Stato non può gettare nell’oblio un reato che reca con sé ripercussioni permanenti su una cittadina. È come dire che la violenza resta un fatto personale, che se va bene verrà punito, se va male passerà nell’oblio.
Le violenze no, non si cancellano, non smettono di fare male mai. E non possiamo spalancare le braccia, rammaricati per due gradi che hanno coperto due decenni. Ciascuno dovrebbe prendersi le sue responsabilità, per tempo e non solo quando non c’è più modo di rimediare.
Vedremo che esito avranno gli accertamenti preliminari disposti dal Ministero della Giustizia per acquisire informazioni.
Evidentemente si è voluto voltare la testa dall’altra parte. Avete voltato le spalle prima alla bambina e poi alla donna.
Lascia un commento »

tiritere72663953.wordpress.com/

"Alle giovani dico sempre di non abbassare la guardia, non si sa mai". Miriam Mafai

Il blog di Paola Bocci

Vi porto in Regione con me

Non Una Di Meno - Milano

Contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

PARLA DELLA RUSSIA

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Critical thinking

Sociology, social policy, human rights

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Il Golem Femmina

Passare passioni, poesia, bellezza. Essere. Antigone contraria all'accidia del vivere quotidiano

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

La felicità delle donne è sempre ribelle

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine