Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Il giorno dopo e quelli che verranno

Ci siamo, le percentuali del PD sono da giubilo generale, panciute come solo la DC sapeva fare ed è forse anche per questo che vorrei non sentire più che è merito di Matteo. Perché se davvero ci si appoggia a questo passato, vuol dire che c’è poco di cui gioire. Abbiamo il partito plebiscitario che in molti desideravano e hanno costruito, un partito con un’immagine personalistica ben definita (basti pensare che molte schede (naturalmente annullate) portavano il marchio Renzi, come nei tempi felici si scriveva ovunque Berlusconi). Abbiamo la pancina piena di voti e dobbiamo stare attenti a non perdere la testa. Oggi vorrei sottolineare che la vittoria è patrimonio di tutte le anime che il PD contiene, nel bene e nel male. Mi fa venire un po’ di mal di stomaco, sapere che si è compiuto il miracolo di Matteo, che ha saputo intercettare i voti dei forzitalioti e di altri dispersi di centro-destra, attirati dalla rassicurante figura di Matteo il non-comunista, perché questo significherebbe ammettere che siamo diventati un’altra cosa.

Oggi, tuttavia, ho un mio personale motivo di gioia: Renata Briano andrà a Bruxelles. È come se un seme di buona politica sia riuscito a germogliare, nonostante tutto. Sono certa che farà un gran bene.
C’è tanto da fare e il PD ha tante forze positive che vanno ben al di là del potenziale di Renzi. Questi sono i motivi che mi hanno spinta a restare e a continuare ad aver fiducia nel PD.

Dovremo essere capaci di non subire un arretramento in chiave neo-democristiana. Siamo in pochi a non essere ancora stati folgorati da Matteo. Magari domani toccherà a me. Magari riusciamo a contenere la deriva personalistica. Mi dispiace, ma non dirò mai che è tutto merito di Matteo, non è nel mio DNA un approccio del genere.

Tornando al nostro Paese, ora ci aspettano tempi e riforme difficili, forse indigeste, ma visto il successo elettorale, dovremo tenercele così come sono. Questo non vale solo per l’Italia.

Vorrei tornare un attimo con i piedi per terra. Li avete visti i risultati altrove? Avete presente il sogno di Schulz presidente? Probabilmente ce lo dovremo dimenticare, ci toccherà Juncker, con quel che ne consegue. L’inversione di rotta che molti speravano potrebbe restare un miraggio. Perché a saper leggere i dati sotto una lente più attenta, potremmo scorgere una rinascita popolare, che molti davano per moribonda, di cui Renzi potrebbe benissimo esserne un sintomo. Scricchiola sotto il peso della Troika il risultato generale e dimostra come non c’è molto di cui gioire.

Lascia un commento »

Al di là del rosa

Red Water Lilies

Siamo qui a poche ore da queste europee. In Italia non c’è solo la dicotomia tra europeisti ed euroscettici, ma questa tornata elettorale è caricata di un aspetto ulteriore, che in qualche modo ha deformato la trasmissione dei contenuti: una verifica governativa, la ricerca di un plebiscito delle urne che legittimi un esecutivo auto-generatosi e auto-insediatosi. Il 26 avremo la risposta.
Al di là di questo aspetto, nel corso di questa campagna elettorale si è parlato tanto di pinkwashing, una sorta di lavaggio del cervello e di martellamento mediatico su quanto siano rilevanti e importanti le donne in politica. Ancora una volta siamo cadute in trappola, adoperate come strumento politico-pubblicitario dal meccanismo partitico. Il mondo politico maschile sembra essersi accorto di noi solo oggi, interessato a trainare le liste con uno specchietto elettorale, un po’ di smalto e rossetto per nascondere un’avversione profonda a molte delle istanze che tutte le altre donne, fuori dai partiti, portano avanti. Perchè appare abbastanza chiaro che poche di quelle donne candidate ci vorranno e ci potranno aiutare realmente. Ho sempre pensato che la scelta del voto dovesse passare per i contenuti programmatici e per il background del candidato. Per cui seguirò anche questa volta questa regola personale. Ho oculatamente selezionato le mie preferenze, basta ragionare autonomamente e documentarsi. Le persone valide ci sono, basta sceglierle con attenzione. Chi parla di sorellanza, non conosce bene le dinamiche di partito, perché molte donne (parlo di militanti e non) scelgono non per affinità di genere, bensì per interessi personali. Mi spiego meglio. Tra un candidato inadeguato e una donna capace, si sceglie spesso di sostenere il primo, se questo può assicurarti un vantaggio all’interno del partito o fuori. Così si creano correnti non in stile rosa, bensì in funzione delle probabilità di trarre vantaggi diretti dal sostegno a un candidato.
Penso che l’unica cattiva abitudine da sradicare sia appunto questa modalità di scelta.

Finché non saremo in grado di fare diversamente e di applicare un ragionamento appropriato, i risultati saranno sempre deludenti e naturalmente mai a vantaggio delle donne e tantomeno della collettività.

Lascia un commento »

Riflessione personale, a posteriori

Paola Bacchiddu è la dimostrazione e la testimonianza di come non contino più i contenuti, nemmeno in politica. Cerco di spiegarmi meglio e non linciatemi a priori. Lei ha cercato di far arrivare i veri contenuti per settimane, ma alla gente questo non interessa o interessa molto poco. Per cui a un certo punto ha scelto di adoperare un post provocatorio e ironico su Facebook per avere una visibilità che non sarebbe riuscita ad avere in altro modo, vista la scarsa informazione da parte dei media sulla Lista Tsipras. Dal mio punto di vista in linea teorica le posso dar ragione, però, in questo modo ha ceduto alle regole di un certo modo di far politica e i contenuti lo stesso non emergeranno. Io non sono moralista, ma la Bacchiddu non so se ha fatto un buon servizio alla campagna della Lista Tsipras. Se ne parla, ma ancora una volta il bel programma della Lista non viene alla ribalta. Eppure su diritti, autodeterminazione e questioni di genere la Lista Tsipras ha idee eccezionali e chiare, che mi sono piaciute molto. Ma ne possiamo parlare o dobbiamo per forza ricorrere all’immagine, all’azione eclatante? Interessano a qualcuno veramente? La Bacchiddu ha il merito di aver messo a nudo questo aspetto. Non giriamoci attorno, siamo noi, con la nostra superficialità a non porre attenzione alle cose realmente importanti che dovremmo chiedere in campagna elettorale ai candidati e al nostro partito di riferimento.

Vi consiglio questo articolo di Lorella Zanardo, che espone il suo punto di vista sulla questione.

3 commenti »

Abituarsi a non pensare con la propria testa

 

Claude Monet - San Giorgio Maggiore Venezia

Claude Monet – San Giorgio Maggiore Venezia

 

Leggendo questo articolo, mi è sopraggiunta un’idea. Tutto questo affannarsi a dare la colpa della cattiva informazione, a un certo modo di fare giornalismo, non porta a capire le motivazioni che sono alla base di tutto questo fenomeno di appiattimento globale.
Queste modalità e questo ingrigirsi della penna, deriva essenzialmente da due fattori: le risorse scarse dell’editoria contemporanea, con annesso oligopolio, e la graduale e inesorabile pigrizia di buona parte dei cittadini italiani: a mala pena riescono a masticare le notizie trite e condensate di un’Ansa e riportate su uno di quei quotidiani gratuiti che si leggono in metro la mattina. Da qui, la sbagliata rinuncia a priori a spiegare bene le cose.
In questo deserto dei Tartari è facile proporre la vulgata quotidiana, omologata e predigerita. L’importante è non scomodare troppo gli stomaci già ulcerosi del cittadino medio e il buon umore dei nuovi politici tutti decorosamente allineati. Chi non lo è, fa parte dei rapaci notturni, meglio definiti gufi.
Ecco che le europee sono l’ennesima prova di costruzione di una dimensione fantastica da domenica sportiva, due fazioni e nulla più. I contenuti sono latitanti, nascosti e fruibili solo da quella esigua parte che non si rassegna a consegnare il proprio cervello al capo di turno. Ogni riferimento è puramente casuale. Quindi tutti in silenzio, raccolti in una reverenziale quiete, assistiamo al susseguirsi di notizie, a cui seguono smentite e correzioni, critiche e complimenti in un turbinio confuso. Tanto che alla fine, ci si arrende all’evidenza di non aver capito a che punto siamo. Non abbiamo nemmeno lasciato spazio all’alternativa, presi come siamo nella lotta tra europeisti ed euroscettici. Non abbiamo nemmeno preso in considerazione la via di mezzo, la rimodulazione. Questo perchè ci hanno spiegato che non si può stare a metà, perché altrimenti si è doppiogiochisti e non si prende le parti di nessuno, come invece ci chiedono di fare. Io di solito prendo le mie parti, non amo abbracciare in toto ed esclusivamente una parte, così, tanto per simpatia e per fede dogmatica. Sono abituata a seguire la mia testa e a vagliare di volta in volta. Se poi è una cattiva abitudine ditemelo, magari ho bisogno di una purga cerebrale. Visti i tempi, non mi sorprende più niente.

Non si può parlare di TTIP, non si possono affrontare i temi sulla povertà (poi ci roviniamo la giornata), non si accenna al fatto che potremmo trovarci le larghe intese anche in UE, tra PPE e PSE, non si possono chiedere le coperture finanziarie, non si può parlare di detrazioni del coniuge a carico. Il lavoro diventa un oggetto confuso, relegato in un futuristico Act. Non si parla di diritti civili e di salute riproduttiva e delle posizioni su tali materie da parte dei candidati alle europee. Si sussurra lo slittamento del pareggio di bilancio, ma senza troppa enfasi.
Insomma, è tutto un sussurro, hanno messo la sordina e noi ci deliziamo in questo clima onirico crepuscolare. Quella dell’ultima spiaggia è una delle sirene che ci dovrebbero incoraggiare ad abbandonarci fiduciosi all’uomo magnifico.
Dov’è finita l’agorà? Si parla di postdemocrazia, che si potrebbe riassumere con l’assioma “divieto di discorso sui fini”. La critica non è un impedimento al discorso democratico, ma dovrebbe essere la linfa che ne dimostra la vitalità.

Vi consiglio questa lettura, che aiuta a smuovere un po’ i nostri stanchi neuroni.
Ancora una volta è una questione che gira attorno alla “scelta”.

Lascia un commento »

Asse franco-tedesco: intesa ritrovata

Mentre a sinistra (in riferimento al piccolo gruppo Gue a Strasburgo) si propongono nuovi assetti attorno a una lista unitaria per Tsi­pras (segnalo questo bel pezzo su Barbara Spinelli), in Europa si creano nuovi assi e si riscaldano i rapporti tra Francia e Germania. In pratica, da quanto affermato dai due ministri degli esteri Steinmeier e Fabius, si tratterebbe di intensificare la cooperazione su vari fronti, soprattutto per armonizzare le operazioni di politica estera (qui). Inoltre, i due, entrambi di sinistra, vorrebbero organizzare insieme una campagna in vista delle europee di maggio, per fronteggiare le spinte populiste e antieuropeiste.

Segnalo questo pezzo di Rachele Gonnelli, che lascia intravedere una possibile sorpresa di SEL sul tema delle alleanze in vista delle europee (qui).

Lascia un commento »

Europa, apriamo il dibattito

Le prossime europee sono un appuntamento da non sottovalutare, occorre fare delle riflessioni acute, non scontate o superficiali e una volta tanto ragionare senza farsi irretire da tutti quei borbottii senza fondamento. Come ha rilevato Bernard Guetta qui, occorre evitare la trappola nichilista, lanciata da molte parti, compresa Marine Le Pen. In Italia, il dibattito è veramente misero, con argomentazioni povere e gran parte del mondo politico si trincera dietro un euroscetticismo di comodo. Il PD non è da meno, latita e non solo perché impelagato su altri fronti. Ancora una volta siamo a corto di parole convinte e convincenti. Questo si paga e lo sappiamo bene. Di sicuro l’Europa così com’è oggi non va  e va riformata, ampliandone la dimensione politica e l’autonomia decisionale. Al momento, ci sono troppi governi locali che remano contro e che paralizzano di fatto qualsiasi tentativo di progresso. Qualsiasi tentativo di smantellare la costruzione europea tout court dev’essere impedito. Anziché avere paura degli euroscettici e dei cittadini occorre aprire un dialogo, spiegare le ragioni e l’importanza di un lavoro comune di riforma. È necessario progettare l’Ue che vogliamo e investire in questo senso. La strada che porta verso il futuro non è la chiusura nel proprio nucleo nazionale, rifugiandosi nei localismi, bensì nella evoluzione e nella maturazione del progetto europeo. In periodi di crisi o sotto le spinte di una globalizzazione di cui non si comprendono i meccanismi è facile chiudersi a riccio, si tratta della strada più facile e comoda a volte. Ma è anche la più insidiosa e che non garantisce necessariamente benessere e pace. I conflitti vanno risolti nel dialogo aperto e nel confronto costruttivo. Dobbiamo imparare a ragionare in modo sovrannazionale e non aver paura di perdere le nostre peculiarità, che invece ci serviranno a porre le basi per una tavola rotonda di Paesi che vogliono fortemente dar vita a un’Europa solida e finalmente adulta. Queste elezioni ci devono servire per aprire il dibattito con tutte le posizioni e sviscerare tutti i possibili pro e contro. La paura e l’immobilismo non ci portano da nessuna parte. Il disegno europeo può vivere un nuovo rinascimento, ma spetta a noi tratteggiarlo e non lasciarcelo cancellare.

Consigli di lettura:

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4339001-il-futuro-va-scritto-insieme

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4255871-anche-l-europa-rischia-lo-shutdown

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4292261-i-rischi-di-una-commissione-politicizzata

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4236311-lasciamo-parlare-gli-euroscettici

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4197581-uno-scontro-fondamentale

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4201021-un-rinascimento-europeo-dopo-la-crisi

Lascia un commento »

tiritere72663953.wordpress.com/

"Alle giovani dico sempre di non abbassare la guardia, non si sa mai". Miriam Mafai

Il blog di Paola Bocci

Vi porto in Regione con me

Non Una Di Meno - Milano

Contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

PARLA DELLA RUSSIA

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Critical thinking

Sociology, social policy, human rights

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Il Golem Femmina

Passare passioni, poesia, bellezza. Essere. Antigone contraria all'accidia del vivere quotidiano

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

La felicità delle donne è sempre ribelle

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine