Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Chi Colpisce Una Donna, Colpisce Tutte Noi

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Come nasce? Il 30 maggio alle 14,23 scrivo sulla mia bacheca di Facebook un post a proposito di Sara Di Pietrantonio, ma in generale su una situazione di violenze di fronte alle quali non era possibile continuare a restare in silenzio. Soprattutto in riferimento alle istituzioni e a chi ha il potere di incidere nella realtà attraverso provvedimenti volti a sradicare la cultura alla base della violenza.

post iniziale

Ci siamo ritrovate in un piccolo gruppo a ragionare su cosa fare e il flash mob, l’idea di scendere in piazza e trovarsi per prendere parola su questo tema è nata spontanea. Abbiamo deciso di creare un evento Facebook per veicolare meglio la mobilitazione. Ho scritto un appello e l’adesione delle varie città, da nord a sud, è arrivato spontaneo.

appello evento

Ripreso poi in questo post.

È bastato semplicemente pensare che fosse possibile mobilitarsi per farlo. Senza grandi organizzazioni, senza titubanze, un fiume in piena tramite un semplice passaparola, fino ad arrivare al 2 giugno.

Era quello che avevamo auspicato nascesse quando lanciammo Noi non ci stiamo (qui e qui).

 

I risultati ieri in tutta Italia sono stati molto importanti. Guardate un po’ qui:

https://www.facebook.com/events/278672372469897/

Vorrei che non si perdesse il forte significato politico contenuto nell’appello di mobilitazione nelle piazze, riportato nell’evento Chi colpisce una donna, colpisce tutte noi. La concomitanza con il 2 giugno e il 70mo del voto alle donne servono a ricordarci che le nostre istanze sono politiche, chiamano in causa le istituzioni di ogni livello (locale e nazionale) e non siamo disposte a ridurre il femminicidio e la violenza contro le donne a fatti privati o a questioni emergenziali. Dobbiamo portare questi temi nella pagina politica. Non vogliamo pannicelli caldi. Non possiamo dimenticare che ci sono le vite delle donne di mezzo. Ecco perché ritengo prioritario il presidio nelle piazze, con i messaggi che sono stati manifestati. Non fermiamo la richiesta di un lavoro politico collettivo. Ieri abbiamo fatto qualcosa che va ben al di là di un drappo rosso, l’unico elemento riportato dai media mainstream, che hanno di fatto compiuto una censura del resto. Abbiamo compiuto il passaggio da una dimensione privata a una pubblica. Abbiamo superato solitudine e individualismo. Siamo tornate a una dimensione collettiva. Siamo tornate a confrontarci: ieri le riflessioni si sono soffermate sulla violenza in tutte le sue forme, toccando anche gli ambiti del lavoro e della salute. Abbiamo reso visibile in tanti luoghi pubblici il fatto che pretendiamo pieno rispetto dei nostri diritti da parte di chi ci governa. Un cambio significativo di rotta e di approccio. Abbiamo recuperato coraggio e forza. Un primo importante e complesso passo. Su questa strada dobbiamo insistere e martellare sino a che non avremo raggiunto gli obiettivi. Non perdiamoli mai di vista. Non dobbiamo restare all’ultima pagina dell’agenda politica. Ieri in piazza si avvertiva questo tipo di necessità e di modalità di lotta. In prima persona, senza deleghe ad altri.

Apriamoci, partecipiamo, facciamo sentire la nostra voce. Ha ragione Cristina Obber: “nonostante fossimo un centinaio c’era una bella energia, c’erano la rabbia e il dolore per Sara, voglia di stare insieme ed ascoltarsi, voglia di impegnarsi, rivedersi. e questo alla fine è ciò che conta.”

Un grazie immenso a tutte e a tutti, insieme possiamo fare tanto! Continuiamo a lottare insieme. Dobbiamo continuare… tra le donne ho avvertito un enorme bisogno di confronto e di tornare a sentirsi parte attiva di un cambiamento, parte di un gruppo. Facciamo rete, incontriamoci periodicamente. Facciamo diventare questo momento un appuntamento fisso, un presidio periodico per trovarci e confrontarci, per sollecitare una risposta dalle istituzioni, per chiedere che ci sia un intervento serio sulla violenza contro le donne e interventi per migliorare media ed educazione.

Anche il sottotitolo della vignetta di Stefania Spanò (che è stata uno dei fili conduttori dei flash mob nei vari centri italiani) era in linea con una rivendicazione politica forte.

“Perchè ora abbiamo la parola per dirlo, ma facciamo poco per evitarlo: ‪#‎femminicidio‬.”

 

Perché quindi non organizzare un presidio a cadenza fissa (settimanale?), un appuntamento per rendere permanente la nostra rivendicazione, per iniziare a creare una base di lotta e di dialogo tra di noi? Incontriamoci e progettiamo un lavoro sistematico di rivendicazione, su più binari, da quello virtuale a quello reale, locale e nazionale, dobbiamo interrompere il silenzio istituzionale e bloccare ogni forma di strumentalizzazione (non accettiamo che sostenitori dell’inesistente PAS si possano considerare interlocutori in tema di violenza di genere). Come ho detto più volte, pretendiamo misure e investimenti certi e celeri, per contrastare e prevenire la violenza, non briciole di interventi. Il cambio culturale necessita volontà politica. Non restiamo sole!

 

 

Qualche video da Milano: qui tutti gli interventi

 

Grazie a Eleonora Cirant per questo bel video:

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Manifestiamoci!

sara foto

 

Quante altre di noi dovranno perdere il sorriso e la vita? Cosa stiamo aspettando ancora? Chi colpisce una donna, colpisce tutte noi! L’intera società è colpita, perché riguarda tutte e tutti noi!

FACCIAMOCI SENTIRE, MUOVIAMOCI ALL’UNISONO CONTRO QUESTO GENOCIDIO CHE COLPISCE LE DONNE! Il contrasto e la prevenzione della violenza di genere deve essere una priorità. Per Sara e per tutte le donne, perché la violenza tocca tutte noi direttamente, non dobbiamo pensare che sia qualcosa di lontano dalle nostre esistenze, che non potrà mai toccarci da vicino. La violenza non è un fatto privato, dobbiamo lottare contro l’indifferenza e la normalizzazione della violenza. La violenza ha varie forme, stiamo unite, con e fra le donne, lavoriamo insieme per riconoscere la violenza e per uscirne prima che si giunga a questo punto senza ritorno. La vita non può essere strappata via, perché questi individui si sentono padroni delle vite delle donne, come se fossero oggetti di loro proprietà, da controllare e da annientare nel caso non si comportino come desiderato, nel caso dicano NO. Questa è violenza machista, patriarcale, con radici culturali molto profonde che dobbiamo sradicare. Se non si comprende questo dato, non si riuscirà mai ad intervenire adeguatamente. Non si deve rimandare, non siamo più disposte ad aspettare. La vita delle donne è una priorità urgente! Le donne non devono essere lasciate sole. MAI! NON RESTIAMO IN SILENZIO!

UN FLASH MOB IN OGNI CITTA’ IL 2 GIUGNO! FACCIAMO RUMORE, PER ROMPERE L’INDIFFERENZA, PER CHIEDERE ALLE DONNE CHE SIEDONO NELLE ISTITUZIONI DI METTERE QUESTO TEMA AL PRIMO POSTO DELL’AGENDA POLITICA NAZIONALE E LOCALE!

Scendiamo in piazza. Se non fosse possibile, esponiamo qualcosa di rosso alle finestre. Facciamoci sentire! Non importa quante siamo!

Mi rendo conto che un flash mob può sembrare poca cosa rispetto a ciò che accade, alle vite schiacciate e annientate di tante donne, alle tante forme che assume la violenza di genere. Mi rendo conto che un flash mob non cambierà la situazione, ma sarà un segnale per la nostra comunità di uomini e donne, per le istituzioni e per chi può concretamente intervenire: non accettiamo questo stato di cose, non ci sono più parole a sufficienza, non possiamo restare chiusi nelle nostre case, nelle nostre vite come se la faccenda non ci riguardasse e non ci interessasse, come se certi fatti ci scivolassero addosso, come se fossimo ormai assuefatti al dolore e all’abuso. Abbiamo bisogno di incontrarci fisicamente in uno spazio pubblico. Siamo pur sempre liberi di scegliere come agire, le modalità di azione e di lotta. Chi il 2 giugno sentirà la necessità di manifestare scenda in piazza con noi. Penso che sia necessario mobilitarsi, manifestarsi con i corpi e le voci. Confrontiamoci. È solo il primo passo. Riprendiamoci i luoghi pubblici e non abbiamo paura di farlo. Riprendiamo l’abitudine a uscire dal privato, facciamo politica! Manifestare è una presa di coscienza collettiva, è uscire dall’individualismo che permea ormai da tempo le nostre società. Manifestare è tornare a una dimensione comunitaria e ad un approccio comunitario ai problemi.

Stefania Spanò, sempre straordinaria, ha creato la vignetta in cima a questo post, che esprime più di mille parole lo stato in cui siamo.

“Perchè ora abbiamo la parola per dirlo, ma facciamo poco per evitarlo: ‪#‎femminicidio‬. ‪#‎saranonsarà‬”.

Senza una volontà politica forte, investimenti significativi in prevenzione e contrasto quotidiano sul territorio nazionale, interventi educativi nelle scuole e tra i bambini e ragazzi, non riusciremo a intaccare le radici culturali della violenza.

Adoperiamo un segno comune, indossiamo qualcosa di rosso, anche un fazzoletto o un nastrino al polso. Inoltre ciascuna potrebbe scaricare e stampare la vignetta di Anarkikka e appenderla al collo con un nastro.

Potremmo sederci in cerchi concentrici per un minuto e al segnale alzarci, tenendoci per mano e dire all’unisono: “Sara saremo noi!”. Il messaggio è chiaro. In chiusura potremmo fare rumore con fischietti, tamburi, pentole.
Dimostriamo di saper lottare come le donne che prima di noi hanno lottato per il suffragio attivo e passivo e per tanti altri diritti.

Grazie a tutt* coloro che in poche ore si sono mobilitat*, spontaneamente!

Ricordo che il flash mob solitamente è di breve durata, in questo modo ci si può limitare a dare una semplice comunicazione alle autorità competenti (Questura o Carabinieri, dipende dal luogo).  

DOVE (lista in aggiornamento):

– Milano, Piazza della Scala, ore 10:00.
– Roma:
davanti al ristorante la Tedesca in via della Magliana 1125. ore 10.00https://www.facebook.com/events/291749221158379/?ti=cl
– Napoli https://www.facebook.com/events/300108147043493/?ti=cl alle 11.00 in via Toledo, largo Berlinguer
– Livorno davanti Prefettura ore 10
– Pisa ore 10 piazza XX settembre alle Logge dei Banchi
– Monza https://www.facebook.com/events/136133836795802/?ti=cl Ore 14:30 piazza san Paolo
– Arezzo https://www.facebook.com/events/1719006528363617/?ti=cl
– Genova Piazza De Ferrari ore 17
– Varese piazza Podestà (Garibaldino) h. 17,00
– Isernia https://www.facebook.com/events/515512138655573/?ti=cl
– Potenza con il Telefono Donna, il 2 giugno alle 11,30 in Piazza Matteotti (Piazza Sedile) https://www.facebook.com/events/294883294183787/?ti=cl
– Benevento ore 10 piazza Matteotti https://www.facebook.com/events/1597964133866424/?ti=cl
– Salerno ore 11.00 spiaggia di Santa Teresa.
– Messina, a Piazza Duomo
– Castiglioncello (LI) piazza della Vittoria (piazzetta di fronte al cancello del Castello Pasquini ore 10 con cartelli e qualcosa di rosso!
– Latina ore 10. 30 in piazza del popolo
– Palermo Piazza Politeama ore 10.00
– Cava dei Tirreni (SA) ore 10
– Bergamo ore 10 Piazza Vittorio Veneto
– Castelfranco Veneto ore 10 Piazza 24 maggio
– Torino ore 17.30 Piazza San Carlo https://www.facebook.com/events/1718616991731002/?ti=cl
– Olbia in località Santa Lucia, con il sostegno della sezione CGIL Gallura, Olbia Tempio, le attiviste del Centro Antiviolenza Prospettiva Donna aderiscono all’iniziativa nazionale di protesta organizzando un flash mob
alle ore 15:00
– Ravenna La casa delle donne di Ravenna organizza un flash mob in via Corrado Ricci dalle 10
– Verona in Piazza Bra ore 10
– Voghera Campo sportivo Padri Barnabiti, ore 20,30 – Via Garibaldi
– Reggio Emilia in Piazza Prampolini alle 11
– Salò ore 10 Piazza della Vittoria
– Ancona
@ p.za del Papa (di fronte la Prefettura) ore 11.30
@ Piazza Roma ore 17
https://www.facebook.com/events/1747422655505136/?ti=cl
– Firenze ore 10 Piazza della Signoria
– Foggia ore 10 presso associazione Donne in retehttps://m.facebook.com/780644668642091/photos/a.801911246515433.1073741828.780644668642091/1187489107957643/?type=3
– Modena in Piazza Grande dalle h 17 Centro documentazione donna Donne Contro la Violenza
– Castellammare ore 12 presso la cassa armonica
– Reggio Calabria ore 17.30 Lungomare Falcomata’ Largo Stazione Lido
– Camogli https://www.facebook.com/events/1059438364143197/?ti=cl
– Treviso ore 11 Piazza Battistero

Per chi usa Facebook, qui l’evento:

https://www.facebook.com/events/278672372469897/

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