Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

La rappresentazione nociva delle donne in onda su Rai 1

su 20 marzo 2017


Siparietto all’italiana.

Servizio pubblico. Rete ammiraglia. 2017, ma sembra di essere negli anni ’50-’60. Ma perché si sente sempre l’attrazione folgorante per recuperare un immaginario maschile che offende le donne, le oggettivizza, pieno zeppo stereotipi? Ovvero come riempire il palinsesto di messaggi nocivi, senza preoccuparsene. Le donne come soprammobili, oggetti, silenziose, accondiscendenti, perfette, non individui dotati di personalità, di desideri e di idee autonome. Ombre di esseri umani, in attesa di un uomo. Oggetti di nessun valore, delle quali sbarazzarsi nel caso non soddisfino più i requisiti e non siano più adattabili. Si chiama backlash, è il patriarcato e il maschilismo che tentano la via della resistenza, rispolverando immaginari da commedia all’italiana. Ma è una farsa che deforma la dignità delle donne. Sappiamo quanto questa subcultura sia alla base della violenza maschile sulle donne. Sappiamo quanto continuare a reiterare questa subcultura sia altamente nocivo e degradante. Raccapricciante. Antichi latin lover italiani che si lanciano in analisi pseudo culturali sulle donne, ribadendo una loro funzione meramente sessuale, degli oggetti sessuali, intercambiabili, dei regali, tutto fuorché umane.

Leggiamo dalla ricostruzione de la Repubblica:

“Minaccia per le donne italiane – continua – perché c’è un minimo di differenza. Per noi latini, italiani, parli di una donna bionda, occhi azzurri, fisicata…”, interrompe alzandosi Manila Nazzaro (bionda), “e allora io, terrona pugliese?”, il direttore di Novella 2000 le riconosce dei meriti definendola “meravigliosa burrata”, Nazzaro chiosa “moglie e buoi dei paesi tuoi”, applausi e risate in studio. Poi Testi racconta di un amico, fidanzato con una ragazza di Mosca che per il suo compleanno “lo ha portato in Russia, sono andati insieme in un bordello, gli ha fatto scegliere un’altra ragazza e si sono divertiti tutta la notte insieme: come fai – si chiede l’attore – a non innamorarti di una donna così, giustamente?”.

E giù di quadretti che più stereotipati e deformanti non si può. Insomma, pura arte dell’inarrivabile macho italico. Questa sì una minaccia all’intelligenza umana e all’eguaglianza uomo-donna. Una rappresentazione anacronistica dell’Italia. Insieme alle donne, dovrebbero insorgere anche gli uomini, anche loro ridotti a macchiette da questo genere di rappresentazione. E meno male che abbiamo una presidenza della Rai incarnata da una donna. Eppure tutto passa. L’audience prima di tutto, un chiacchiericcio che entra nelle case, di pomeriggio e vuole riaffermare vecchi e atavici schemi mentali.

Il punto più basso non è solo nei sei punti elencati per cui è meglio scegliere una “fidanzata” dell’est. Il fondo lo si raggiunge quando si parla di “agenzie di collocamento”, una specie di emporio presso il quale rifornirsi. Prodotti, con tanto di tariffario e varietà. Provare per credere, come se le donne fossero un elemento di arredo. Tra una freccina e l’altra del sito, manca solo il pulsante “aggiungi al carrello”. Poi non possiamo più sorprenderci se lo sfruttamento della prostituzione è il terzo maggior business delle mafie mondiali. Certo se continuiamo ad alimentare e a sostenere questa mentalità…

Torniamo ancora una volta a pretendere RISPETTO, questo grande assente dalla comunicazione e dai media italiani. #nonunadimeno sempre, ogni giorno, puntualmente rivendichiamo i nostri diritti, stigmatizziamo ogni aspetto che ci opprime, ci svilisce e ci schiaccia in gabbie e stereotipi.

Il servizio pubblico dovrebbe essere il traino di un cambiamento culturale indispensabile, ma chi vigila e chi interviene se ciò non avviene e anzi si mandano in onda questi prodotti altamente lesivi? Chi sanziona? Abbiamo autori che sappiano scrivere programmi in grado di rivoluzionare i rapporti tra uomini e donne, ponendo le donne finalmente in una posizione paritaria e che le rappresenti pienamente, in tutte le loro sfaccettature e molteplicità? Questo è lo spazio riservato alle donne sulla Rai? Chi può interrompere questa valanga, questa frana culturale deleteria?

Attendiamo risposta dagli organismi di vigilanza Rai e dagli organismi istituzionali preposti.

Non sono sufficienti le scuse di Monica Maggioni e di Andrea Fabiani. Per evitare che certi episodi continuino a reiterarsi, occorrono provvedimenti esemplari, una indagine approfondita su quanto accaduto e un cambio di rotta significativo. Perché non prevedere un format in prima serata contro le discriminazioni e gli stereotipi di genere?

Sappiamo che per alcuni le nostre rivendicazioni appaiono risibili e robe da femministe petulanti. Continueremo a fare le nostre battaglie, a disturbare, finché questo Paese non mostrerà in ogni ambito rispetto per le donne, tutte.

A nostro avviso questo tipo di trasmissioni violano quanto stabilito da fonti normative internazionali e nazionali e da protocolli di contrasto alle discriminazioni e agli stereotipi di genere.

Consigliamo di leggere gli atti di questo convegno, per rinfrescare la memoria sulle numerose norme e sugli accordi nazionali e internazionali in materia.

Ricordiamo l’appello Donne e media e la Policy di genere della Rai.

Su questi temi si dibatte da anni, ma a quanto pare nulla cambia nella realtà.


Il gruppo Chi colpisce una donna, colpisce tutte noi

https://twitter.com/1xtuttetuttex1/status/843781847830224897

AGGIORNAMENTO: La trasmissione è stata chiusa, un provvedimento necessario, il minimo dopo quanto andato in onda. Ma è solo il primo passo. Il fatto che sia stato possibile mandarla in onda dipende dai vertici. Questa trasmissione ha di fatto disatteso quanto previsto dal contratto di servizio rinnovato lo scorso 10 marzo e con esso la mission del servizio pubblico. Lo Stato deve intervenire affinché non si ripetano simili episodi, che purtroppo non sono casi isolati. La concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale avviene con decreto deliberato dal Consiglio dei ministri e c’è una responsabilità diretta che lega organismo esecutivo e vertici Rai.  Il passo successivo è ottenere un meccanismo che agisca in funzione preventiva, ma anche una azione attiva da parte del servizio pubblico che si faccia portavoce concreto di cambiamento con una programmazione specifica contro discriminazioni e stereotipi.

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One response to “La rappresentazione nociva delle donne in onda su Rai 1

  1. Paolo ha detto:

    la lista compilata dal programma in questione è offensiva e sessista. è orribile e sessista. Bellezza fisica e sex appeal sono importanti per uomini e donne di ogni nazionalità, il resto è un concentrato di corbellerie pure razziste e maschiliste. sono un uomo eterosessuale, sono attratto dalle donne belle e sexy (bellezza e sex appeal sono doti sia femminili che maschili) e intelligenti, non dalle schiave sessuali e incapaci di pensare. e non voglio comandare su nessuno. quella lista non mi rappresenta

    Mi piace

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