Nuvolette di pensieri

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Contro ogni tipo di disuguaglianza e discriminazione

su 26 giugno 2016

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Ieri sono stata onorata di poter intervenire dal palco del Milano Pride 2016 ‪#‎everybodypride‬ ‪#‎NessunaEsclusione‬. Ringrazio Monica Romano per avermi invitata.

Qui il mio contributo completo, da cui ho tratto il mio breve intervento.

La lotta per i diritti non può essere a compartimenti stagni, ogni diritto è legato all’altro. La battaglia per raggiungere una società più equa e civile, in cui tutti abbiano pieni diritti e opportunità, siano liberi di scegliere chi essere, chi amare, nel pieno rispetto delle differenze non deve mai dimenticarsi di questo.

La lotta è intersezionale, significa che il cammino verso una società più coesa, solidale, paritaria prevede una lotta a ogni tipo di discriminazione e disuguaglianza.

Vorrei ricordare che il problema della violenza ha sempre le stesse matrici, di controllo, di disprezzo della libertà e delle differenze, della mancanza di rispetto, la medesima matrice culturale, patriarcale: il controllo e il dominio sui corpi e sulle persone, il tentativo di omologarle.

“Nella civiltà occidentale, gli uomini hanno continuato e continuano a incarnare il canone, il prototipo, la norma. Continuano a essere gruppo dominante, che scrive la storia e detta l’ideologia. La loro supremazia, così come la subordinazione femminile, sembra rientrare nell’ordine naturale, nell’idea di un diritto suggerito dalla natura del mondo e delle cose, universale e immutabile” (Chiara Volpato, “Psicosociologia del maschilismo”, 2013 Laterza).

Secondo la teoria che applica la categoria gramsciana di egemonia alla mascolinità elaborata da Raewyn Connel: “Una dinamica culturale che permette a un gruppo di conquistare e mantenere una posizione dominante nella vita sociale”. In pratica viene individuato un modello maschile vincente, un ideale che “nella società capitalista occidentale coincide con uomini competitivi, orientati al successo, aggressivi, cinici, anaffettivi, eterosessuali”.

Seguendo il ragionamento di Connel, si può parlare di mascolinità multiple, in quanto ogni epoca storica e ogni società elabora il proprio modello vincente. Questo naturalmente porta a una subordinazione e una marginalizzazione di tutti coloro che non rientrano nei canoni del modello maschile egemone (classi sociali subalterne, omosessuali e naturalmente donne). Connel rileva anche quella sorta di complicità maschile, che permette di mantenere lo status quo e consente anche a chi non rientra nel modello egemone di godere dei benefici della superiorità maschile. In pratica si ottiene una parte del dividendo patriarcale, la propria fetta di vantaggio ottenuto dalla subordinazione delle donne”. Questo sistema non ammette che ci sia qualcuno che lo metta in discussione. Ecco perché per alcuni il femminismo, l’emancipazione e l’autonomia delle donne sono pericolose e vanno fermate in ogni modo
Il femminismo ha segnato per le donne la riappropriazione del pensiero e della parola, a lungo strumenti della loro esclusione.
C’è chi si sente “minacciato” e indebolito da queste orde di femministe selvagge e cerca di recuperare tutti gli orpelli della mascolinità perduta: la superiorità biologica del maschio, il culto della forza, l’omotransfobia, la centralità della competizione, l’aggressività.

Il corpo delle donne continua a costituire un campo di battaglia, come Barbara Kruger, artista e fotografa americana, rappresentò nel suo manifesto del 1989.

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Il gender gap segna la misura della diseguaglianza, maggiore è questo gap maggiori saranno i livelli di violenza e di aggressione nei confronti delle donne e l’egemonia di una mascolinità violenta e dominante tenderà a schiacciare qualsiasi gruppo o persona non si conformi a questo modello.
Violenza contro le donne, femminicidi, gender gap, omotransfobia sono segnali di una cultura machista che non ammette libere scelte e l’autodeterminazione di tutt*, che perpetua un modello maschiocentrico per non far progredire la società verso un sistema più equo, solidale e civile, accogliente per tutt*. Più forte è la cultura patriarcale, maggiori saranno le sue derive violente. Contro tutto questo dobbiamo lottare, INSIEME!

 

Per un approfondimento su Chiara Volpato e Raewyn Connel vi segnalo questo mio vecchio post.

Qui l’intervento di Stella Zaltieri Pirola e Flavia Franceschini Arcilesbica Zami Milano

MI pride 2016

Foto di Alice Redaelli

MI pride 2016 bis

Foto di Alice Redaelli

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One response to “Contro ogni tipo di disuguaglianza e discriminazione

  1. […] Non è una paranoia di noi femministe ossessionate, è la realtà quotidiana a essere intrisa di questa mentalità. Non ci sto a vedere ridicolizzato e denigrato il movimento delle donne, i femminismi non sono folclore ma azione progressista orientata al miglioramento della condizione della donna, a beneficio dell’intera comunità umana. Se non si comprende l’origine dei fenomeni, come possiamo combattere ogni discriminazione e diseguaglianza?   […]

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