Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Piacere o dire la verità?

su 27 maggio 2016

 

Ho tradotto questo pezzo di Meghan Murphy (QUI  l’originale), in cui si riflette sulle parole pronunciate dalla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. Una lezione di vita, di ideali, di pratiche e di scelte. Importante per tutte noi, se vogliamo che le nostre parole abbiano un senso pieno di verità. Questo pezzo è rimasto tra le bozze per un po’. Oggi ha acquistato un significato più forte, un forte richiamo alla mia responsabilità ed azione. Picchia forte alla mia porta e mi sento chiamata in causa per varie cose che mi trovo a vivere.

CONTRO OGNI TENTATIVO DI OMOLOGAZIONE E DI RIDUZIONE AL SILENZIO!

 

In un discorso pronunciato in occasione della cerimonia di premiazione Girls Write Now awards (qui) del 2015, l’acclamata scrittrice nigeriana, Chimamanda Ngozi Adichie ha detto:

 

“Penso che sia importante che raccontiate la vostra storia in modo veritiero e penso che sia una cosa difficile da fare – essere veramente sinceri. È naturale essere preoccupati di poter offendere le persone o delle possibili conseguenze”.

Ciò che consiglia ai suoi studenti di sesso femminile, in particolare, è “dimenticare di piacere”.

Penso che ciò che la nostra società insegna alle giovani ragazze, e penso che sia qualcosa che è molto difficile per le donne, anche più grandi – sedicenti femministe – scrollarsi di dosso, è l’idea che “piacere” sia una parte essenziale di noi stesse, dello spazio che occupiamo nel mondo, che parte dal presupposto che dobbiamo adattarci per renderci più piacevoli, che a volte dobbiamo trattenerci, fare un passo indietro, non esprimere completamente ciò che pensiamo, non essere troppo invadenti, perché si deve essere simpatiche.

E io dico che è una stronzata.

Quindi quello che voglio dire alle giovani ragazze è di dimenticare di piacere. Se si inizia a pensare di piacere, non si ha intenzione di raccontare la propria storia onestamente, perché ci si preoccupa di non offendere … e questo nuoce alla vostra storia, perciò dimenticate di piacere. Inoltre, il mondo è un posto meraviglioso, variegato, multiforme e che c’è qualcuno che sta andando come voi; non c’è bisogno di distorcere da sole la vostra forma.

Amen. La scrittura più noiosa è quella che cerca di essere rispettosa, educata ad ogni costo.

Per quanto possa apparire come se non mi importasse essere “gradita” (è probabile vorrei mordermi la lingua più volte di quanto faccia, se fosse una priorità assoluta), nella mia vita, giorno per giorno, mi sorprendo a cercare di far sentire gli altri a proprio agio, piuttosto che no. La mia socializzazione femminile è più profonda e io cerco di essere educata, a volte, in situazioni in cui dovrei parlare. Eppure ho rimpianto ciò che non ho detto, molto più spesso di quanto non abbia rimpianto di stare in silenzio.

Questo ha senso, ovviamente. Abbiamo imparato nel modo più duro, in quanto donne, cosa succede quando non giochiamo in modo gradevole. Quando parlo, quando dico la verità, e quando mi difendo, solitamente vengo punita per questo – ostracizzata o attaccata da amici, colleghi di lavoro, milioni di anonimi su internet, anche altre donne e femministe. Gli uomini, soprattutto, sono spietati quando le donne li respingono. E per quanto mi piacerebbe far finta che non mi interessa, lo faccio. E fa male. Fa male quando gli amici si allontanano perché hai detto qualcosa che li mette a disagio, che è impopolare, che sfida le loro scelte di vita o la loro visione del mondo. Molti preferiscono il comfort su tutto il resto. Ecco perché spesso la gente, sostiene amici misogini e violenti sulle donne, quando si parla contro questi uomini, scegliendo di applicare il codice di fratellanza, piuttosto che affermare ciò che è giusto. Ecco perché la gente parteggia con gli idioti e i prepotenti sulle donne, che dicono la verità. Loro hanno scelto la loro sicurezza e la tranquillità rispetto alla vita delle donne.

Ultimamente, ho incominciato ad affrontare questo e questo è quello di cui vorrei occuparmi per il resto della mia vita. Questo è quello che tutte le donne che scelgono di restare in silenzio, desiderano (evitare, ndr) per il resto della loro vita. Ostracismo, attacchi e odio. Collaboratori e amici semplicemente smetteranno di parlarvi, non dicendovi mai niente direttamente, ma mettendo in chiaro che avendo fatto un passo fuori linea si verrà punite per questo. È la loro codardia il problema, in fin dei conti, ma è per questo che ne subirai le conseguenze.

Sono in grado di parlare in un modo in cui molte altre donne non possono, e mi rendo conto che devo approfittare di tale posizione, ma allo stesso tempo, tale posizione e privilegio non sono tutte rose e fiori. È molto, molto difficile. Le ripercussioni del mio lavoro sono immense e infinite. E mi chiedo se sarò in grado di gestirlo. Io non sono del tutto convinta che sarò in grado di farlo. Ci si sente schiacciate. E poi, naturalmente, penso ai milioni di donne che soffrono in tutto il mondo in modi che sono incomparabili a quello che devo fronteggiare e le ripeto a me stessa per non dimenticarle. Essere odiate è niente in confronto alla vita e alle lotte quotidiane di innumerevoli donne.

Il fatto è che se avete intenzione di resistere alle narrazioni popolari e al discorso dominante, è improbabile che voi raccoglierete ampi gradimenti. Al di là di questo, penso che spesso gli scrittori e personaggi pubblici sono visti come cose che possono (o dovrebbero essere in grado di) prendere qualche botta – quasi come se noi esistessimo per questo unico scopo. So che, spesso, quando sto rispondendo a particolari idee o alle citazioni o ad articoli, non ho sempre considerato la persona che si trova dall’altra parte. Ma anche quando mi sembra di aver cercato di essere gentile, premurosa, o dolce, io vengo trattata come l’anticristo. È quasi come se si pensasse che le donne non possano vincere.

… cancellate questo – le donne non possono vincere.

Le donne possono provare ad essere amate per tutta la loro vita, ma subiranno sempre il peggio. Essere apprezzate non ha mai protetto nessuna donna dalla misoginia. E non importa quanto educata sia la tua opinione, se non sei uniforme, allineata – in particolare una che è critica o contesta la linea del partito accettata, è probabile che sarà percepita come “difficile” o come una “bitch” – sicuramente non avrai vinto lo status di “ragazza cool“. Le ragazze cool sono divertenti e belle e mai sgradevoli. Ti verrà detto di essere più leggera e di smettere di lamentarti così tanto – il mondo è un posto bellissimo, qualche cretino della classe media vi dirà. Prendete quei selfies e ottenere quei lavori del cavolo e posate per Playboy – si vai ragazza! YOLO (you only live once, si vive solo una volta).

Se si vuole essere popolare, devi essere una tipa tranquilla, solo avvicinandoti a temi difficili e a questioni controverse nel modo più tiepido. Per le donne, è preferibile dire semplicemente qualcosa di neutro, ma entusiasta, di fronte a una situazione enigmatica: “Beyonce is hot!”, Per esempio. Oppure, “Sexy, mi fa sentire sexy!” “Mi piacciono cose!” È anche una risposta femminile accettabile per qualsiasi cosa.

Ci sono un sacco di cose che non dico, per paura di un attacco o di ostracismo. Che ci crediate o no, mi modifico al tal punto che spesso mi sento come se mi stessi mettendo a tacere. Eppure, alla fine della giornata, mi chiedo quale sia lo scopo di questo, visto che potrei probabilmente dire: “Non mi interessano i gatti,” ed essere comunque etichettata come una ammazza gatti.

Nella sua conferenza “Arthur Miller libertà di scrivere” del mese scorso, Adichie si è rivolta ai “codici del silenzio” che governano la vita americana (QUI). Ha detto che gli americani amano essere “comodi” e che si preoccupava di come questo abbia portato a un “pericoloso silenziamento” all’interno della conversazione pubblica americana.

“La paura di recare offesa, il timore di agitare i prudenti strati di comfort, diventa un feticcio”, ha detto Adichie. Come esempio, riporta il Guardian, Adiche ha detto che l’obiettivo di molte conversazioni pubbliche negli Stati Uniti “non è la verità”, ma il “comfort”, ciò che fa comodo.

“Scegliere di scrivere è respingere il silenzio”, ha aggiunto. E infatti, il silenzio non ti porterà da nessuna parte. Allo stesso tempo, quando si sceglie di parlare, di dire qualcosa che va contro il discorso popolare, che mette le persone a disagio, o che non è “bello”, sarete puniti per questo. Ti verrà detto di stare zitta e di fare un passo indietro. E se la gente ti ascolta davvero, bene, la resistenza diventerà sempre più intensa. Sei davvero pericolosa, allora.

La nostra scelta, come cittadini, ma come donne in particolare, consiste tra piacere o dire la verità. Siamo in grado di scegliere le nostre battaglie, ma avere opinioni provocatorie, impegnative non renderà la vita più facile. E se ciò che si desidera è piacere, ci dovremo abituare a morderci la lingua e a fare dichiarazioni trite su come è emancipatorio essere sexy o quanto sia grande quel ricco, bianco repubblicano che appare graziosamente sulla copertina di Vanity Fair (QUI).

Il silenzio è d’oro se si vuole essere la ragazza più popolare della festa. Così è la stupidità. Cerca di capirlo, ragazza.

 

Chi mi conosce e chi mi segue nella vita reale e sul web, sa come sono fatta, sono schietta, ho le mie idee e non sto in silenzio per far piacere a qualcuno o essere gradevole. So mediare, ma non amo essere schiacciata e non mi faccio telecomandare. Porto avanti le battaglie di cui parlo su questo blog, perché ci credo e desidero dare il mio modesto contributo al cambiamento positivo. Preferisco essere scomoda, sicuramente non faccio le cose per essere “gradita” a qualcuno. Mai. Non sono e non sarò mai una yeswoman. Non piaccio? Fa niente. Vorrà dire che la direzione è quella giusta, vuol dire che sto smuovendo qualcosa, vuol dire che ciò che faccio non segue il mainstream, metto in campo qualcosa di nuovo e di non omologato.

Non ho relazioni di potere o interessi personali da salvaguardare. Questo mi rende libera. Conosco le realtà quotidiane che vivono tante donne, fatta di mancanza di lavoro, difficoltà a conciliare impegni familiari e lavorativi, mobbing, discriminazioni di ogni tipo, violenze e sacrifici, con i diritti sempre più affievoliti. Queste cose le ho vissute in prima persona. Non parlo per sentito dire. Mi interessa difendere chi di solito non ha voce e non è tra le priorità dell’agenda politica. Il mio obiettivo è testimoniare che c’è un altro modo di far politica e altre priorità.

Ho intrapreso l’attività politica, impegnandomi dentro e fuori il mio partito, con l’unico scopo di migliorare la vita della mia comunità. Le questioni di cui mi occupo non mi sono state suggerite da qualcun altro, non sono frutto di una raccolta casuale di idee, non sono mai stata una marionetta, ho sempre creduto fortemente in ciò che porto avanti. Ma vedo che non per tutti è così. Io non appartengo a gruppi i potere o di interesse, ho unicamente le mie competenze, le mie idee e la mia voglia di fare da mettere a disposizione dei miei concittadini e delle mie concittadine. Questa è l’unica via utile per riavvicinare le persone alla politica, alla partecipazione. Il resto non farà che incrementare astensionismo e disaffezione. Alla paralisi preferisco reagire. Non lasciatevi fregare il futuro. Questo Paese è impantanato nel clientelismo, nel nepotismo, nel familismo, tutti ismi nocivi, velenosi. Non dovete piacere per forza o prendere ordini da qualcuno. Lo ricordo soprattutto alle donne. Non fatevi mai strumentalizzare e quando vi accorgete che qualcuno lo sta facendo, trovate il modo di resistere e di portare avanti le vostre idee. Qualcosa semineremo. Continuerò le mie battaglie consapevole che il prezzo da pagare è la solitudine.

 


3 responses to “Piacere o dire la verità?

  1. Non sei sola … Un abbraccio virtuale.

    Piace a 1 persona

  2. Vlad ha detto:

    il ricco e bianco repubblicano non piace neanche a me ma francamente penso che una donna possa sentirsi sexy (anche questo fa parte dell’umano) e dichiararlo e al contempo essere intelligente ed emancipata e non votare ed essere contro il ricco bianco repubblicano in questione (tra l’altro non credo che Beyoncè lo voti

    "Mi piace"

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