Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Altro che i Flintstones

su 8 settembre 2015
Photograph: Everett Collection/Rex Features

Photograph: Everett Collection/Rex Features

 

In un post di qualche tempo fa ero tornata indietro nel tempo, alla preistoria, cercando di comprenderne il modello di società e di relazioni, seguendo anche un recente studio pubblicato su Science. Come promesso, continuo il mio viaggio. Oggi vi propongo un articolo pubblicato a maggio su The Guardian, a firma di Simon Copland. La situazione è molto complessa e si evidenziano varie teorie e interpretazioni. Buona lettura 🙂

 

Nello studio condotto dagli scienziati della University College di Londra, si dimostrava che uomini e donne nelle prime comunità umane vivessero in una relativa eguaglianza. Lo studio sfata gran parte delle nostre convinzioni sulla storia umana. Mark Dyble, l’autore principale dello studio, ha dichiarato: “l’uguaglianza tra i sessi è uno degli importanti cambiamenti che distingue gli esseri umani. Non è stato mai messo a fuoco realmente in passato.”
Nonostante le dichiarazioni di Dyble, tuttavia, questo non è il primo studio che si avventura su questo terreno. In realtà fa parte di un ennesimo colpo sparato all’interno di un dibattito tra le comunità scientifiche e antropologiche lungo vari secoli. È un dibattito che pone alcune domande fondamentali: chi siamo, come siamo diventati la società che siamo oggi?
La nostra idea moderna delle società preistoriche, o quella che potremmo definire la “narrazione standard della preistoria”, assomiglia un po’ ai Flintstones. La narrazione racconta che siano sempre vissuti in famiglie nucleari. Gli uomini impegnati sempre nella caccia o in altri lavori, mentre le donne restavano a casa a badare ai figli e alla casa. La famiglia nucleare e il patriarcato sono vecchi come la società stessa.
La narrazione è multisfaccettata, ma ha forti radici nella scienza biologica, le cui tracce si possono far risalire alla teoria della selezione sessuale di Darwin. La premessa di Darwin era che a causa della loro necessità di trasportare e nutrire un bambino, le donne abbiano dovuto investire maggiori energie sulla prole rispetto agli uomini. Le donne quindi sarebbero molto più restie a partecipare all’attività sessuale, dando origine a conflitti tra i due sessi in tema di “agende sessuali”. Questo crea una situazione piuttosto imbarazzante. Con le donne che producono questa “ insolitamente impotente e dipendente prole”, hanno bisogno di un compagno che non solo abbia dei buoni geni, ma sia in grado di fornire beni e servizi (cioè riparo, carne e protezione) per la donna e il bambino. Tuttavia, gli uomini sono disposti a fornire alle donne tale sostegno solo avendo la certezza che quei bambini siano i loro – altrimenti starebbero fornendo supporto ai geni di un altro uomo. A loro volta gli uomini esigono fedeltà; una garanzia che la loro linea genetica venga mantenuta.
Helen Fisher lo chiama “il contratto del sesso”, ma gli autori di “Sesso all’alba”, Christopher Ryan e Cacilda Jethá, sono un po’ più taglienti nella loro analisi: “la narrazione standard delle relazioni eterosessuali si riducono alla prostituzione: una donna scambia i suoi servizi sessuali per avere accesso alle risorse… Darwin sostiene che la tua madre fosse una puttana. Semplicemente questo.”
Qui, come sostengono alcuni scienziati, si trovano le radici della nostra famiglia nucleare e il patriarcato. La nostra gerarchia di genere si basa su un bisogno biologico innato per le donne di essere sostenute dagli uomini. La stessa capacità delle donne di dare alla luce i bambini, le pone in una posizione più bassa all’interno della società.

Insomma, siamo nel bel mezzo di una diatriba senza fine, ndr.

Gli scienziati usano tutta una serie di altri strumenti per provare e sostenere questa narrazione. Molti adoperano gli esempi dei nostri parenti più stretti. Gli scienziati hanno studiato la monogamia dei gibboni e le gerarchie sessuali degli scimpanzé per evidenziare una naturale espressione dei nostri desideri innati.
Altri scienziati usano la biologia umana. Un esempio comune è la libido apparentemente debole delle donne. Parlando del suo libro “Why Can’t a Woman be More Like a Man?”, uscito l’anno scorso, Lewis Wolpert afferma: “Circa la metà degli uomini pensano al sesso ogni giorno e più volte al giorno, che rappresenta la mia esperienza personale, mentre solo il 20% delle donne pensano al sesso con la stessa frequenza. Gli uomini hanno un maggior numero di probabilità di essere sessualmente promiscui, un richiamo atavico, in cui la procreazione è stata importantissima”.
Se segui la teoria del “contratto del sesso” questo è logico. Un desiderio sessuale basso garantisce che le donne siano più selettive nelle loro decisioni sessuali, assicurandosi di accoppiarsi solo con uomini di alta qualità. Le donne, secondo alcuni scienziati, sono evolutivamente progettate per essere selettive nella scelta dei loro compagni.
Eppure per secoli, in molti hanno messo in dubbio la logica, la biologia della narrazione tradizionale.
Il primo tentativo in questo senso è venuto dall’antropologa Lewis Morgan, con il suo libro Ancient Society. In esso presentò i risultati dei suoi studi sugli Irochesi, una società americana di cacciatori-raccoglitori, nativi americani che vivevano nello stato di New York. Gli Irochesi, osservava Morgan, vivevano in grandi nuclei familiari, sulla base di relazioni poligame, in cui uomini e donne vivevano in uguaglianza generale.
Il lavoro di Morgan ha avuto una visibilità più ampia quando è stato ripreso da Friedrich Engels (famoso co-autore de Il Manifesto comunista) nel suo libro The Origin of Family, Private Property and the State. Engels ha recuperato i dati di Morgan, per sostenere che le società preistoriche vivessero in quello che lui definiva “comunismo primitivo”. Altri antropologi oggi lo chiamano “feroce egualitarismo”: società in cui le famiglie erano basate sul poliamore e in cui le persone vivevano in una uguaglianza attiva (in pratica l’uguaglianza forzata/imposta).
Morgan e Engels non stavano dipingendo l’immagine del “buon selvaggio”. Gli esseri umani non sono stati né egualitari, né poligami a causa della loro coscienza sociale, ma a causa del bisogno. Le società di raccoglitori/cacciatori si son basate in gran parte su piccoli clan non stanziali con gli uomini impegnati nella caccia, mentre il ruolo delle donne era quello di raccogliere radici, bacche, frutta, oltre ad occuparsi della casa. Le persone sono sopravvissute attraverso il supporto del clan, quindi la condivisione del lavoro all’interno del clan era essenziale. Questo ha avuto delle influenze anche sulla sessualità.
Il poliamore ha consentito di creare forti reti di figli adottivi, per cui divenne responsabilità di tutti occuparsi dei figli. Come afferma Christopher Ryan: “Queste relazioni sessuali intrecciate rafforzano la coesione del gruppo e potrebbe offrire una forma di sicurezza in un mondo incerto”. Lo stesso di può dire per le altre gerarchie sociali. Come spiega Jared Diamond, con nessuna possibilità di accumulare o conservare risorse, “non ci possono essere re, nessuna classe di parassiti sociali che ingrassano con il cibo sottratto agli altri”. Caccia e raccolta impongono l’uguaglianza sociale. Era l’unico modo in cui le persone potevano sopravvivere.
Inizialmente sviluppate nell’800, queste teorie sono morte con il XX secolo. Con Engels legato a Marx, molte di queste idee si son perse nei meandri della Guerra Fredda. Molte femministe della seconda ondata, guidate principalmente da Simone de Beauvoir con il suo libro Il secondo sesso, hanno messo in discussione le idee di Engels.
Recentemente tuttavia, queste teorie hanno conosciuto una sorta di rinascita. A monte dello studio di Dyble, nuove prove antropologiche e scientifiche sostengono questa sfida alla narrazione classica. Nel 2012 Katherine Starkweather e Raymond Hames hanno condotto un’indagine su esempi di “poliandria (avere più mariti) non classica”, scoprendo che il fenomeno esisteva in molte più società di quanto si pensasse in precedenza.
In un altro esempio, Stephen Beckman e Paul Valentine hanno esaminato il fenomeno della “paternità divisibile” nelle tribù del Sud America: la convinzione che i bambini siano concepiti dall’unione di spermatozoi di più maschi. Questa convinzione che è comune tra varie tribù amazzoniche, richede un’attività sessuale poligama da parte delle donne, e che gli uomini condividono il carico di cura dei bambini.
Poi c’è l’esempio dei Mosua in Cina, una società in cui le persone sono molto promiscue e non esiste alcuna vergogna associata a queste abitudini. Le donne Mosua hanno un alto grado di autorità, i bambini sono accuditi dalla madre e dai suoi parenti. I padri non hanno alcun ruolo nell’educazione del bambino – in effetti nella lingua Mosua non possiede alcuna parola per esprimere il concetto di padre.
In Sesso all’alba, uscito nel 2010, Ryan e Jethá forniscono una serie di prove biologiche per confermare questi dati antropologici. Diamo un’occhiata alle loro controreazioni ai due esempi fatti in precedenza: il comportamento dei nostri parenti più stretti e l’apparentemente bassa libido femminile.
Ryan e Jethá sostengono che, mentre sì, gibboni e scimpanzé sono parenti stretti, i nostri parenti più stretti sono in realtà i bonobo. I bonobo vivono in società femmino-centriche, dove la guerra è rara e il sesso ha un’importante funzione sociale. Sono poligami, con maschi e femmine che hanno entrambi partner multipli. Questo sembra più simile alle società che descrivevano Morgan e Engels.
Quando si parla di “bassa libido” delle donne, Ryan e Jethá semplicemente non sono d’accordo, sostenendo di fatto che le donne si siano evolute per fare sesso con partner multipli. Osservano, per esempio la capacità delle donne di avere orgasmi multipli durante lo stesso rapporto sessuale, fare sesso in ogni fase del ciclo mestruale e la propensione a fare molto rumore mentre fanno sesso – che secondo loro è un richiamo preistorico di accoppiamento, per richiamare altri uomini a partecipare. Questi tratti evolutivi, sostengono, assicurano che la riproduzione abbia successo.
In breve, lo studio di Dyble difficilmente metterà la parola fine a una battaglia che dura da almeno due secoli.
Il documento tuttavia incrina ulteriormente la narrazione standard della nostra preistoria. Una cosa appare chiara: la storia è molto più complessa di quanto di pensasse. Tanto complessa che forse non sapremo mai come fosse veramente. Senza una macchina del tempo è impossibile avere conferme. Ma oggi possiamo essere certi che le cose erano diverse da come ci venivano raccontate dalla narrazione classica. Noi non siamo solo versioni di una moderna famiglia dell’età della pietra.

Annunci

3 responses to “Altro che i Flintstones

  1. cristinadellamore ha detto:

    Io penso molto spesso al sesso, per la verità. Non mi sono evoluta o mi sono evoluta troppo?

    Mi piace

  2. Paolo ha detto:

    è chiaro che uomini e donne pensano al sesso. Comunque io sono monogamo, come per molti altri il poliamore e la coppia aperta non fanno per me ma rispetto chi la vede diversamente

    Mi piace

  3. […] di seguito la mia traduzione di un secondo post di Simon Copland, sulla scia del precedente (che vi consiglio di leggere prima questo post), continua il viaggio attraverso la sessualità, la […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Non Una Di Meno - Milano

Sciopero globale Lotto Marzo

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

paroladistrega

BARBARA GIORGI

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Unraveling the mistery of time

Whatever happens in my life and is worth writing about

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

O di come una femminista convinta iniziò a scrivere rosa

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine

O capitano! Mio capitano!...

"Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno." [Oscar Wilde]

Diana

"Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità." Monsieur Gustave H - Grand Budapest Hotel -

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: