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Piccoli schiavi invisibili

su 31 agosto 2015
credit Jonathan Hyams per Save the Children

credit Jonathan Hyams per Save the Children

 

Il dossier 2015 “Piccoli schiavi invisibili – Le giovani vittime di tratta e sfruttamento” di recente pubblicato da Save the Children Italia Onlus ci presenta un quadro preoccupante sul fenomeno tratta di minori. QUI  potete trovare una infografica che ho realizzato per evidenziare i dati più rilevanti.

Piccoli schiavi invisibili – Le giovani vittime di tratta

“A livello europeo le statistiche più aggiornate sono quelle di Eurostat, secondo cui sono oltre 9.500 le vittime di tratta accertate e presunte nel 2010, di cui il 15% è rappresentato da minori, con un incremento pari al 18% nel triennio 2008-2010. In particolare, il numero totale delle vittime accertate e presunte in Europa nel 2008 è stato di 6.309, nel 2009 di 7.795 e nel 2010 di 9.528. L’Italia è il Paese dove è stato segnalato il maggior numero di vittime accertate e presunte, pari a quasi 2.400 nel 2010, con un calo rispetto ai 2.421 del 2009 ma un notevole aumento rispetto ai 1.624 del 2008.
In Italia, le vittime di tratta in programmi di protezione dal 2012 ad oggi sono 1.679, tra il 2013 e il 22 giugno 2015 i minori sono 130, 66 nell’ambito di progetti ex art. 18 Dlgs 286/98 e 44 in quelli ex. Art. 13 L. 228/2003. I principali paesi di origine di questi minori sono la Nigeria, seguita dalla Romania, Marocco, Ghana, Senegal e Albania.
Quest’anno, in particolare, desta grandissima preoccupazione l’enorme crescita del numero di persone che hanno raggiunto l’Europa attraverso il Mediterraneo per fuggire da guerre, fame e violenze. Nel solo mese di luglio sono arrivate 107.500 persone, più del triplo dello stesso periodo del 2014, mentre tra gennaio e luglio ne sono arrivate 340.000 (Dati Frontex: http://frontex.europa.eu/news/number-of-migrants-in-one-month-above-100-000-for-first-time-I9MlIo), con una presenza costante di minori non accompagnati (7.357 dal 1 gennaio al 18 agosto 2015 solo in Italia) che rappresentano, immediatamente dopo il loro arrivo sul suolo del continente, un potenziale bacino per chi è pronto a sfruttarli speculando in vari modi sulla loro vulnerabilità.

Secondo il Ministero del Lavoro, al 31 luglio i minori non accompagnati sono addirittura 8.442 (QUI).
Questi dati sono sottostimati perché parliamo solo dei minori identificati, molti altri in quanto vittime di tratta e sfruttamento restano invisibili, persi tra le maglie delle organizzazioni criminali, spesso solo in transito nel nostro Paese e destinati ad altre nazioni europee.
Certamente non arrivano con le proprie sole forze, ma sono vittime dei trafficanti di esseri umani.
Come avevo scritto in un precedente post, la “destinazione” è molteplice:
• sfruttamento sessuale, incluso lo sfruttamento della prostituzione altrui e altre forme di sfruttamento sessuale quali la pornografia e i matrimoni forzati;
• lavori o servizi forzati, incluso il conseguimento di profitti da attività illecite e l’accattonaggio;
• schiavitù o pratiche analoghe e servitù;
• adozioni illegali;
• asportazione di organi.

Il report di Save the Children è molto dettagliato e analizza le situazioni a seconda dell’area di provenienza dei minori, descrivendo le peculiarità del sistema di tratta.
Il loro destino è questo, quando lasciano i centri di prima accoglienza e scompaiono inghiottiti dalle organizzazioni criminali. Su di loro pesa un debito contratto con i trafficanti per il viaggio, che va restituito a ogni costo.
Save the Children ha rilevato che i due gruppi di minori maggiormente a rischio sono le adolescenti provenienti dai paesi dell’Europa dell’Est e dalla Nigeria.
Siamo tuttora in attesa di un Piano nazionale Antitratta a cura del Dipartimento delle Pari Opportunità, spesso annunciato e mai varato. Un piano di cui parte dedicato ai minori e un fondo sono necessari per contrastare la tratta. Questa mancanza di strumenti, unita alla scarsità di risorse per l’accoglienza e l’integrazione delle vittime crea il disastro attuale. Anche i rimpatri spesso favoriscono i trafficanti, sarebbe opportuno che ci fossero dei rimpatri assistiti, in modo tale da assicurare ai migranti l’accoglienza per un periodo in comunità protette e avere un aiuto per avviare un’attività economica. Lo stesso dovrebbe essere garantito qui in Italia: percorsi per inserirli e renderli autonomi, evitando che cadano nelle mani della criminalità organizzata.
Non riusciamo seriamente a occuparci e a preoccuparci di questi bambini. Arrivano qui nella speranza di una vita migliore, per sfuggire ai conflitti e alla fame. E qui cosa trovano? Sfruttamento e violenze di ogni tipo (che iniziano spesso già prima dell’arrivo in Italia).
Leggendo il report emerge che molte di queste minori non sono consapevoli di essere vittime di tratta e sfruttamento, valutano i compensi lavorativi in relazione al loro paese di origine, e sono immersi in un contesto tale di minacce e di ricatti che non gli consente di comprendere la loro condizione. Questo è quel che accade anche a coloro che vengono obbligate a prostituirsi.
Prostituzione e tratta di esseri umani non sono disgiungibili, scoraggiando la domanda di sesso a pagamento anche una fetta considerevole di tratta cesserebbe (secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) i dati nel mondo sono questi: 21 milioni di vittime di tratta; il 70% è composto da donne e bambine (di cui il 49% donne, 21% bambine), il 53% è destinato a sfruttamento sessuale). Sappiamo che per soddisfare la domanda di prostituzione in Europa, si ricorre all’importazione di donne, e possiamo anche immaginare quanto siano “volontarie”. Sul tema avevo pubblicato questo post.
Quindi non raccontiamoci favole, concentriamo le nostre energie e le nostre azioni iniziando dalle necessità più urgenti, chiedendo un piano e un fondo antitratta, lavorando anche in un’ottica transnazionale, in sinergia con tutti i Paesi coinvolti.

Così come penso che quest’ultima ipotesi di agenda migratoria dell’Ue (QUI), che prevede una graduatoria, una classificazione dei migranti per motivi economici, politici, religiosi, climatici ecc. sia profondamente sbagliata. Personalmente trovo disumano concepire diritti differenti a seconda di tale suddivisione, un filtro da applicare a chi fugge disperato e non ha alternative, un bollino DOC da attribuire al rifugiato.

Non stanchiamoci di chiedere e di lottare. Non chiudiamo gli occhi davanti alla realtà, leggiamo i fenomeni come intrecciati tra loro, lavoriamo a curare le origini della piaga della tratta e non solo i sintomi. Per me questa è la priorità e sapere che ci sono migliaia di minori che arrivano soli e che scompaiono mi porta a pensare una sola cosa, basta, non abbiamo più tempo, se siamo umani e siamo capaci di empatia e di solidarietà, chiediamo che non si rimandi ancora, che si affronti con coraggio questo orrore e cerchiamo di accogliere questi fratelli e sorelle nel migliore dei modi. Dimostriamo di non essere complici degli sfruttatori e delle organizzazioni criminali. Questo è uno dei volti, il più terribile, dell’immigrazione. Non permettiamo che sia questo il destino per tanti, questo orrore, questo sfruttamento e la privazione dei diritti fondamentali. Fuggire dalla povertà, dalle guerre e dalle violenze merita un destino migliore, a noi spetta garantirglielo, accogliendoli degnamente. Non voglio più sentire che in fondo la prostituzione può essere un buon modo per sfuggire alla povertà.

 

Domani pubblicherò la parte del dossier di Save the Children che analizza in modo dettagliato la tratta dei minori nigeriani. Penso che sia opportuno leggerlo, per comprendere quanto sia complesso e difficile uscire da questa ragnatela criminale per le vittime di questi traffici.

 

 

 

 


4 responses to “Piccoli schiavi invisibili

  1. quark ha detto:

    Mettere insieme tratta , sfruttamento minorile e prostituzione è semplicemente ridicolo . L’ennesima dimostrazione di quanto le vostre menti sono pervase di fanatismo ideologico

    "Mi piace"

    • simonasforza ha detto:

      e allora tenerle slegate cosa è? La tratta, una parte di essa, quella sessuale, esiste perché esiste la domanda di prostituzione e spesso i soggetti coinvolti sono minori. Non vedere il nesso è a dir poco “parziale”.

      "Mi piace"

      • quark ha detto:

        Come dire , nell’edilizia esiste lo sfruttamento perchè esiste la domanda di nuove case , ponti e strade … quindi edilizia = sfruttamento = tratta !
        Arrestiamo tutti quelli che vogliono comprare casa !!!

        "Mi piace"

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