Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Da cosa ci stiamo liberando?

su 26 agosto 2015

 

 

Vi ricordate quando scendevamo in piazza per manifestare la nostra indignazione sull’uso e sulla strumentalizzazione del corpo delle donne e sull’idea stessa di donna generata e deformata dal berlusconismo? Un risveglio che sembrava l’alba di una nuova presa di coscienza delle donne italiane.

Oggi, a quanto pare, tutto ciò contro cui lottavamo è entrato nel nostro DNA, abbiamo subito una metamorfosi, noi donne ci siamo abituate a pensare che forse è meglio avere un “papi”, prostituirci piuttosto che lavorare nei campi, fare le baby sitter, le commesse, le impiegate e via dicendo. In fondo c’è sempre il mito secondo cui prostituirsi sia una fonte di guadagno “facile” e ben remunerato.

Nella relazione Honeyball del 2014 (QUI) se ne parla eccome e ha anche un nome: “grooming“. Si tratta della “manipolazione psicologica a scopi sessuali, che consiste nella prostituzione di ragazze minorenni o che hanno appena raggiunto la maggiore età in cambio di beni di lusso o piccole somme di denaro destinate a coprire le spese quotidiane o relative all’istruzione;”
Dietro c’è una sorta di sgretolamento del rapporto con un sé, divenuto semi-sconosciuto, tanto da aprire a qualsiasi ipotesi di sfruttamento e di alienazione psico-fisica. Sembra suggerire a tutte di fare del proprio corpo un’impresa commerciale. Non voglio credere che i soldi siano rimasti l’unico motore trainante che ci resta. Dove sono finite le altre aspirazioni? Chi ci ha rubato tutto questo? Per noi “liberazione” cosa significa, da cosa ci stiamo liberando? Non è che tutto questo rischia di nascondere una nuova schiavitù? Sono scelte autonome o comunque indotte da un certo sistema, da un post-liberismo che ci vuole imbrigliare?

Siamo di fronte a una tendenza in atto da qualche anno a questa parte. Si assiste sempre di più all’affermarsi della dimensione individuale su quella collettiva, anche nel campo della richiesta di libertà e diritti. Sulla base del classico assunto liberale, l’individuo tende a prevalere sulle necessità e sui bisogni collettivi. Questo fenomeno, apparentemente conveniente, può nascondere un aspetto pericoloso, presupponendo che nella realtà nessuno parta dalla stessa linea di partenza in tema di diritti e di libertà. I diritti devono essere universali altrimenti sono deboli e facilmente calpestabili.

Chi parla di consenso e di sex work sta di fatto normalizzando e assecondando una visione non realistica della prostituzione. Non se ne vedono più i contorni di violenza e raramente ci ricordiamo di leggerla in un’ottica di genere. Questo provoca un grave danno a coloro, la stragrande maggioranza, che non hanno alcuna scelta e che sono sfruttate e schiavizzate. Mi addolora che le priorità vadano in senso contrario a quello che sarebbe più giusto e razionale. Ma evidentemente le forze e i poteri in campo stanno spingendo verso un’oblio dei diritti umani, privilegiando la sfera economica.

Tutto è iniziato con l’introduzione della parola escort, con una edulcorazione della prostituzione, con un quadro da Pretty woman (per cui alcuni hanno il coraggio di parlare di amore) e oggi siamo approdati al sex work. Anni di tv commerciale, messaggi inviati a più di una generazione, modelli relazionali sempre più fragili e consumabili. Un lavaggio del cervello culturale, fatto di immagini e linguaggio, che parte da lontano, strumentale per spostare il discorso e l’immaginario. A questo punto dobbiamo sovvertire questo, tornando al vero fulcro. Altrimenti li seguiamo sul versante sex work e non ne usciamo. 

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di chiedere che nel nostro Paese si seguano le indicazioni della relazione Honeyball. Che il governo si impegni in prima linea per combattere concretamente la tratta di esseri umani e che stili delle linee guida per questo. Perché questa è la priorità.

Per i distratti, per coloro che non vogliono capire di cosa stiamo parlando realmente, per coloro che sono ottenebrati da una propaganda massiccia per normalizzare la violenza in prostituzione, vi consiglio di leggere la risoluzione Honeyball, un esempio di testo che si pone chiaramente a protezione delle parti deboli e sancisce uno dopo l’altro gli aspetti devastanti della prostituzione. Per chi non lo sapesse, si parla di prostituzione, prostituzione forzata e sfruttamento sessuale. Una lettura utile a coloro che sono abituati a separare il sex work (come frutto di una libera scelta) dalla prostituzione e dalla tratta. Chiamateci pure oscurantiste, bacchettone, catto-qualcosa. E non venitemi a dire che è una trovata conservatrice della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, perché nelle premesse ci sono un numero non indifferente di testi di riferimento. Se organizzazioni come Amnesty vanno da un’altra parte, evidentemente per loro i diritti delle donne hanno meno valore di quelli degli uomini.

 

“Se non ora, quando?” il movimento delle donne nato nel 2011 riprende il titolo del romanzo del 1982 di Primo Levi, che a sua volta si rifaceva al Talmud, da “le massime dei padri”, una sentenza di Rabbi Hillel il vecchio (I a.C.): “Se non sono io per me, chi sarà per me? E quand’anche io pensi a me, che cosa sono io? E se non ora, quando?” (Pirkei Avoth, 1, 14).

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53 responses to “Da cosa ci stiamo liberando?

  1. quark ha detto:

    Interessante questa relazione Honeyball ! Praticamente afferma che se una ragazza decide di prostituirsi ” in cambio di beni di lusso o piccole somme di denaro destinate a coprire le spese quotidiane o relative all’istruzione ” è per colpa della manipolazione psicologica che hanno ricevuto ! E ovviamente la colpa è dei loro clienti che vanno puniti ! E poi vi sorprendete se Amnesty International non ha creduto ad una parola di tutto quello che dite !

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    • simonasforza ha detto:

      Non preoccuparti e non agitarti troppo.. andremo avanti affinché questo documento sia la traccia da seguire anche in Italia.. La nostra lotta non è certo per rendere più facile la vita di clienti e sfruttatori.

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    • IDA ha detto:

      Se si sta parlando di minorenni, penso proprio di si. Ma si sa, i clienti sono le vittime della prostituzione e i papponi dei benefattori!

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      • gollasso ha detto:

        Ovviamente , non stavo parlando di minorenni … lo hai capito benissimo … le maggiorenni invece ? Una studentessa universitaria che si prostituisce per pagarsi gli studi o per comprarsi un bel paio di scarpe , secondo te è stata manipolata psicologicamente ? La colpa è del cliente che la sfrutta ? Questo è quello che afferma la relazione Honeyball …

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        • IDA ha detto:

          No! parla di minorenni o appena maggiorenni. Considerando che poi è praticato sopratutto da minorenni per soddisfare bisogni non primari. Quindi da dove si capiva che parlavi solo e unicamente di maggiorenni? Poi io ho detto se….
          La “manipolazione psicologica” è un tipo di influenza sociale finalizzata a cambiare la percezione o il comportamento degli altri usando schemi e metodi subdoli e ingannevoli.
          illustrare solo positivamente la prostituzione, è manipolazione, descriverla come una scelta di libertà è una manipolazione, omettere parte di una realtà, è manipolazione..Parlare di prostituzione come libertà sessuale, è manipolazione ecc.. la disinformazione è manipolazione..
          Il cliente non è uno sfruttatore, il cliente è un complice dello sfruttatore, costituisce la domanda, è il respoonsabile della prostituzione, i nostri discorsi sulla libertà della prostituta, sono aria fritta, al cliente non interessa, se libera professionista o schiava. Il cliente paga.

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          • Paolo ha detto:

            anche una moglie casalinga non è per forza una prostituta

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            • IDA ha detto:

              Certo Paolo! La prostituzione nel matrimonio, parlo di ben altro, certo oggi in occidente è molto limitata, ma esiste ancora. Per non parlare delle pratiche prostitutive che esistono e sussistono per avere, mantenere un lavoro. ono tutte forme che indicano un ruolo di subalternità.

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          • Paolo ha detto:

            ho l’impressione che chi dice “la prostituzione è sempre bella” neghino una parte della realtà come chi dice “la prostituzione è solo schifezza, sfruttamento delle minorenni ecc..”

            chi dice “la maternità o il matrimonio è sempre rose e fiori” omette una parte della realtà come chi dice “la maternità è uno schifo”..entrambi omettono una parte della realtà
            (ovviamente matrimonio e prostituzione sono cose diverse l’ho detto prima ma volevo solo far notare come ogni fazione ometta quella parte della realtà che contraddice la propria tesi)

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  2. IDA ha detto:

    La cosa peggiore, con l’invenzione del “lavoro sessuale” visto come un servizio offerto, e che tende ad annullare il conflitto di genere, negando la disparità di genere, quindi rafforzando il ruolo subordinato della donna nella società.
    Se analizzo la prostituzione da un punto di vista economico , non è più un’attività sessuale. L’attività sessuale è un’attività unicamente orientata verso il piacere, e non sottomessa al piacere di un uomo, del proprio marito, all’imperativo della riproduzione o al potere di chi detiene il denaro o di chi può prenderla con la forza. La prostituzione è un’attività sessuale remunerata, un’attività per la quale una persona assicura la propria sussistenza, la propria vita. E qui spesso anche il matrimonio è una forma di prostituzione. Molte attività delle donne prevedono forme prostitutive. Se per sperare di avere riconosciuto un avanzamento professionale sei costretta ad andare a cena con il capoufficio con l’alito pesante e le mani troppo lunghe, vuol dire che sei immersa in una logica prostitutiva. ( Io non ci sono andata a cena, ho rifiutato gentilmente ben due inviti, non lo reggevo sul posto di lavoro, figuriamoci a cena e in macchina con lui. Io ingenuamente pensavo di meritare dopo venti anni di lavoro quell’avanzamento di carriera. Risultato? Mobilità e licenziamento.. Forse sono andata un po’ fuori tema, ma sono fresca della lettura dei post di: “il porco al lavoro”.. 🙂 :)http://ilporcoallavoro.com/2015/08/25/le-vostre-storie-di-molestie-e-violenza-sul-lavoro/

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    • quark ha detto:

      Quindi , essendo anche il matrimonio spesso una forma di prostituzione , che vuoi fare , vuoi arrestare tutti i mariti che mantengono le proprie mogli ?

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      • IDA ha detto:

        Prendo atto di una realtà, l’accetto o la rifiuto. Se l’accetto ne sono complice se la rifiuto la posso cambiare. Se la prostituzione nel matrimonio oggi è 10/20%, non lo so, do un dato ipotetico, ma sono certa che fino ad un secolo fa era il 90% . Questo grazie solo a quelle donne che hanno rifiutato quella realtà e hanno preteso uno spazio pubblico ed un’indipendenza economica.
        La realtà ci dice chi è il dominante e il dominato, io lotto per una società dove non esistono nessun dominatore. Per rapporti sociali ed umani diversi da quelli che la realtà ci propone. Se una data cosa esiste non vuol dire che è giusta.

        Ma si stava parlando di prostituzione, non delle mie idee. Il dominio, (patriarcato) ha sempre alimentato e condannato la “prostituzione”, mantenendo sempre un comportamento ipocrita, proponendo solo due modelli nelle sue varie sfumature; Proibizionismo, criminalizzando la prostituta e la regolamentazione, che non regolamenta la prostituzione ma lo sfruttamento. Questi due modelli sono fallimentari, perchè servono a non cambiare i rapporti di forza. Sono modelli che nascono e si sviluppano sul dominio.

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        • gollasso ha detto:

          Non mi hai risposto . Se sei a favore della criminalizzazione dei clienti delle prostitute , dovresti essere anche a favore della criminalizzazione dei mariti che mantengono le loro mogli … visto che per te si tratta sempre di prostituzione …

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  3. Paolo ha detto:

    matrimonio (ma anche qualsiasi rapporto sentimentale di coppia stabile) e prostituzione oggi in Occidente hanno poco o nulla in comune. Nel matrimonio moderno abbiamo due persone che bene o male si sono scelte per amore e attrazione reciproca (si spera) ma anche se fosse per altre ragioni meno “romantiche” resta il fatto che si sono scelti

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    • quark ha detto:

      Si , ma anche una prostituta sceglie se andare con un cliente o meno … nessuno la obbliga se non vuole , a meno che non sia costretta da qualcuno … e questo avviene raramente …
      http://www.paternita.info/prostituzione.pdf Adesso vado . ciao

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      • Paolo ha detto:

        le prostitute abbastanza ricche o “indipendenti” da poter selezionare il cliente ci sono ma sono poche. Se il cliente paga la maggioranza delle prostitute deve andarci a letto anche se fa loro schifo, anche se puzza.Quindi questa è una differenza col matrimonio occidentale moderno

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        • quark ha detto:

          Vedo che ormai hai deciso che le prostitute ” indipendenti ” sono poche . Per fortuna le cose non stanno così . Tralasciando quelle che mettono gli annunci su Internet e lavorano in appartamento , dove lo sfruttamento è quasi del tutto assente , ti dirò che anche la maggior parte delle prostitute che esercitano per la strada , almeno quelle dell’est europa , sono ” indipendenti ” . Se lo dico io puoi anche non credermi , ma almeno dovresti credere ai carabinieri … https://www.youtube.com/watch?v=0EP_k_o9PfA

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          • simonasforza ha detto:

            Secondo te tante donne straniere come sono arrivate qui o in Germania? Da sole? In Germania come fanno a soddisfare la domanda? La tratta è questo. Poi naturalmente se le intervisti non ti risponderanno che sono sfruttate, ma che sono libere.

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            • quark ha detto:

              Generalmente arrivano tramite il passasaparola con le loro amiche . Non ci vuole molto a prendere una macchina , un treno , un aereo dalla Romania o dalla Moldavia e venire in Italia … in quanto ai soldi per arrivare , beh , se pagano mille e rotti euro i migranti per montare su dei barconi … come diceva quel carabiniere nel filmato che ho postato in risposta a Paolo , arrivano qui per bisogno di soldi , e poi , quando si rendono conto che di soldi ne possono fare tanti , qui rimangono …

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              • simonasforza ha detto:

                va bene, le amiche delle amiche.. buon risveglio!

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                • quark ha detto:

                  Sì , è proprio così , e anche questo , guarda un pò , non lo dico solo io , ma anche le forze dell’ordine . http://www.abitarearoma.net/spesso-la-prostituzione-e-una-scelta/ a proposito , ma qualche commento riguardo a quello che dicevano i carabinieri di Rimini e a questa indagine della questura di Roma ? Ti riporto l’ultima frase di questo link ” l’arrivo in Italia viene suggerito dalle amiche tramite il passaparola ” . Tutto questo lo ha detto la questura di Roma … commento ?

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                  • quark ha detto:

                    Nessuno risponde … difficile smentire carabinieri e polizia eh ?

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                    • IDA ha detto:

                      Dove si trova questa indagine? Si può verificare? NO!
                      Quante sono le prostitute in Ilalia? Con 75 che rapporto c’è? Con quale criterio sono state scelte queste 75?
                      I sondaggi rappresentano una realtà parziale, quando sono fatti in maniera scientifica, questo questionario o indagine con la realtà che rapporto scientifico ha? Nessuno!

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                  • IDA ha detto:

                    Cosa devo rispondere all’opinione di un girnalista, che parla di un’indagine, ma dov’è? Poi Roma, Rimini, che metodo scientifico è? 75 ragazze un campione proprio rappresentativo.

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                    • quark ha detto:

                      L’opinione di un giornalista ???
                      Le indagini dei carabinieri e della polizia !!! Quali opinioni , quale giornalista ! Neanche di fronte all’evidenza …
                      E poi , strano che Roma e Rimini non sono rappresentativi … o forse ritieni che tutte le prostitute libere professioniste si concentrano soltanto in queste due città , e il resto d’Italia è invaso da ragazze schiavizzate ? Negare anche di fronte all’evidenza è tipico di un approccio ideologico , non so se te ne rendi conto …

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                    • IDA ha detto:

                      Io non nego l’evidenza, ma la veridicità scientifica di questa indagine. Ideata da due psicologhe, commissionata o presentata dalla questura, di cui non si capisce che rapporto ci sia. Perchè non si parla i dati disponibili della questura ma di un questionario. NON SONO UN’ INDGINE DEI CARABINIERI E DELLA POLIZIA. Da dove si evince ciò? Forse hai sbagliato link.

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      • IDA ha detto:

        Esempio di manipolazione, il documento che hai pubblicato: Dati del 2003, pubblicato nel 2010, quindi quando c’era già a disposizione i dati del 2005 e 2008. Perchè escluderli? Parla di cifre e numeri che non si possono verificare.
        il 60% dei reati di sfruttamento, commessi da donne. Sostenere questo, è un’altra forma di manipolazione oppure vuol dire non conoscere per nulla l’ambiente della prostituzione. Sopratutto la prostituzione minorile, che non è il 3% ma molto di più, è tutta in appartamento. Le ragazze che si prostituiscono in appartamento sono controllate, sorvegliate da donne. Le donne, si beccano la denuncia, ma non sono le sfruttatrici, ma le guardiane. Alcune indagini ci dicono che l’80% delle prostitute straniere, non sapevano quando sono venute in Italia che dovevano prostituirsi. Comunque mettetevi d’accordo, il disegno di legge Spillabotte pubblicava dei dati sulla prostituzione aggiornati al 2008 e parlava di sfruttamento e tratta e con questa motivazione e per risolvere, secondo lei questo problema, proponeva una regolamentazione. Ma te mi pubblichi un documento che mi dice che solo il 3% delle prostitute è vittima di tratta, udite! udite!, in Italia il 97% delle prostitute esercitano in libertà, senza nessun vincolo, obblighi, costrizione ne necessità economiche ne materiali. Allora perchè volete cambiare la Merlin? Se i dati sono quelli che mi hai pubblicato, vuol dire che la legge Merlin ha funzionato. Perchè il 3% di tratta la germania ce lo invidia.

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        • quark ha detto:

          Che la Merlin non ha funzionato basta verificarlo andando in giro per le strade di notte … che queste ragazze sarebbero più sicure e tutelate se lavorassero in locali adibiti a tale scopo , mi sembra altrettanto ovvio . Per tutto il resto , ti rimando al link che ho pubblicato poco fa in risposta a Paolo .

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  4. quark ha detto:

    Mi scuso in anticipo con Simona per aver cambiato nick ed mail ma ho fatto un pò di casino … ho usato la mail che ho aperto da poco per lavoro e sono entrato in questo blog ed altri senza accorgermene . Non succederà più ! In questo blog io sono e rimango QUARK !

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    • IDA ha detto:

      Ti rispondo qui, perchè li si va nello stretto:
      Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, sono più di un milione, nel mondo, le donne trafficate per scopi sessuali, e circa 500.000 in Europa.
      Dove sono? Le nazioni Unite mentono?
      Sul passa parola:
      “Per quanto riguarda la prostituzione, le ricerche e le indagini disponibili mettono in luce un fitto sistema di vincoli e ricatti a cui le donne straniere sono costrette non solo per prostituirsi ma per prostituirsi all’interno di un certo sistema organizzato, come segmenti di un’attività imprenditoriale della quale sono altri i principali beneficiari. C’è infatti il debito che le donne contraggono con le organizzazioni criminali che le fanno entrare clandestinamente in Europa e che viene esibito come la ragione che giustifica il loro sfruttamento; in Italia ciò accade soprattutto alle Nigeriane, alle quali viene sequestrato il passaporto e gran parte dei proventi connessi alla attività di prostituta, ma anche a molte donne provenienti dai paesi dell’Est Europa. Un secondo tipo di costrizione e di violenza è connessa alle minacce di ritorsione nei confronti dei familiari rimasti in patria, o anche semplicemente al fatto di rendere pubblica, nel paese d’origine delle donne, la professione che esse esercitano nel paese di immigrazione. A ciò si aggiungono, soprattutto nel caso delle ragazze albanesi, le violenze fisiche. Nei casi migliori, e dopo il pagamento del debito, dalle indagini e dalle ricerche risulta che alle ragazze venga lasciato il 50% di quanto guadagnano e con questi soldi devono pagarsi l’alloggio, le cure mediche, il mantenimento e inviare dei risparmi a casa. Con questo meccanismo è molto difficile che una donna riesca ad affrancarsi da questo sistema di ricatti e a rendersi autonoma.”
      Luisa Leonini – IL SEX BUSINESS NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA.- e vai a vedere da dove prende le sue informazioni.

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      • quark ha detto:

        Vedi , potremmo stare qui per giorni , ognuno a portare acqua al suo mulino con ricerche e studi di ogni tipo . Io ti dico che i tuoi studi sono tutti manipolati per far risultare una realtà che non esiste , tu dici il contrario . Io sono sicuro di quello che dico perchè è una vita che frequento queste donne , quelle con cui c’è più
        ” feeling ” via via ci esco anche insieme , e anche tutte le altre sono più che disponibili , anche extra – lavoro , basta pagare … con diverse di loro ci sono rimasto in contatto anche dopo che hanno smesso di lavorare , e la storiella della ragazza costretta , impaurita , smarrita ecc… non l’ho mai incontrata . Ho sempre conosciuto ragazze determinate , che sanno benissimo cosa fanno e cosa vogliono , alle quali di tutti i vostri discorsi sulla dignità , il degrado della donna ecc … non gliene frega niente , ti risponderebbero come ti rispondo io , e cioè che alla loro dignità ci pensano da sole , senza che venga qualche professoressa a spiegargli cosa è dignitoso per una donna e cosa no . Se non credi a tutto questo , pazienza . saluti

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        • simonasforza ha detto:

          Sai, tu racconti il tuo punto di vista, quello che vuoi vedere. Racconti anche il punto di vista delle donne di cui parli, che è a sua volta filtrato da quello che queste donne ti vogliono far credere. Insomma pensi di riassumere qui tutto, cancellando di fatto la realtà più ampia. Così avviene una sostituzione e una manipolazione delle voci. Qui non si tratta di fare lezione a qualcuno, ma di un percorso di presa di coscienza, ognuno nel proprio ruolo e nella propria dimensione personale. Se poi vogliamo continuare a fare gli struzzi, va bene, anche questo è un modo di sopravvivere.

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          • quark ha detto:

            Io non racconto quello che voglio vedere , ma quello che vedo ed ho visto in tanti anni … e stai sicura che se avessi visto qualcos’altro me ne sarei accorto … e non sarei qui a raccontare tutto questo . Quello che dice Amnesty International io lo sapevo da vent’anni … Amnesty lo ha soltanto confermato .

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        • IDA ha detto:

          C’è una cosa che si chiama metodo scientifico, Io ti ho criticato il metodo e il criterio non tanto i dati. Ho criticato l’impossibilità di verificare quello che viene detto e non le conclusioni.
          Quelle della tua esperienza, sono casi particolari, importanti, ma non contano nulla, perchè non ne puoi trarre una legge universale. Questo si chiama metodo induttivo e rischi di fare la fine del tacchino.
          Io ne conosco due, hanno qualche hanno più di me, ma esercitano ancora. Conosco bene la loro storia, Hanno subito subito violenza sessuale da bambine, una dal padre e una dal fratello, hanno iniziato a prostituirsi per soldi, hanno avuto problemi con droghe e alcol, hanno tentato più volte il suicidio. Una ha un rapporto morboso con il suo vecchio protettore, che l’ha violentata, picchiata, spento le sigarette addosso ecc.. lo va a trovare in carcere, se lui telefona lei corre.
          Se uso il metodo induttivo come fai te, dovrei dire che le prostitute hanno subito violenza dal padre o dal fratello, hanno problemi con la droga e con l’alcol, tentano il suicidio, ecc.. Questo fa parte della prostituzione, ma non è solo questo, so che la tragica esperienza di queste donne è comune a tante, ma non è solo questo. Da casi particolari, non si possono trarre leggi universali.

          NB: Sul mito che le prostitute sono ricche. Queste mie amiche, hanno iniziato a prostituirsi, a 17 anni, ora ne hanno 58, quindi hanno lavorato per 40 anni. E non sono ricchè, hanno una bella casa, una bella macchina, dei bei vestiti, ma non sono ricche. Hanno più possibilità economiche di me, ma non sono ricche. Sono malate di solitudine, soffrono la solitudine, Una dice che non ha mai avuto desiderio sessuale, l’altra non se lo ricorda, eppure con il sesso hanno lavorato per una vita.

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          • quark ha detto:

            Quale sarebbe il metodo scientifico secondo te ? Mettere tra le vittime di tratta tutte le extracomunitarie che fanno richiesta di soggiorno ? Mettere tra le prostitute sfruttate tutte quelle che hanno deciso di fare questo lavoro per problemi economici ? Mettere tra le prostitute vittime di tratta tutte le donne che scelgono liberamente di prostituirsi ma che per motivi logistici , di protezione e quant’altro devono per forza appoggiarsi a qualcun’altro , perchè non esistono strutture legali dove lavorare ? Questo è quello che viene fatto sistematicamente negli studi che tanto piacciono alle femministe abolizioniste , per questo non siete ritenute credibili

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            • IDA ha detto:

              Di quali studi delle “femministe abolizioniste” stai parlando? Per quello che mi riguarda e vedo anche Simona, quello che pubblichiamo è verificabile, dati pubblicati da organizzazione che si occupano dl tema da anni e hanno una serietà, nella raccolta dati. Serietà riconosciuta non dalle femministe ma dalla maggioranza degli operatori, vedi: Amnesty; Caritas; GruppoAbele, ecc. o Istituzioni: Nazioni Unite, Europa, dipartimento pari opportunità, ecc.
              Non pubblichiamo articoli di giornale dove ci sono solo le tesi e dati che non possono essere verificati. L’articolista in questione di abitarearoma, ci parla di alcune conclusioni di un sondaggio, che noi non possiamo verificare, il sondaggio può essere anche corretto e serio, ma se non è accessibile come facciamo a saperlo?
              Parla di questionari a cui sono state sottoposte 75 prostitute di Roma. Ora 75 non è rappresentativo, ne qualitativo, non solo per l’Italia ma nemmeno per Roma, ma al massimo per un quartiere. Qual’è il criterio di selezione? Quali erano le domande? Di che nazionalità erano? Se vediamo i dati del Gruppo Abele, di cui è lecito dubitare, ma si parla di 7-9 mila contatti l’anno, su territorio nazionale. Quindi qual’è scientificamente più veritiero, quello di 7000 o quello di 75?

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            • IDA ha detto:

              Vediamo ora alle tue domande..
              1)”Mettere tra le vittime di tratta tutte le extracomunitarie che fanno richiesta di soggiorno ?” -Chi è che lo fa?
              2) Essere sfruttati e avere problemi economici sono due cose diverse, certo chi ha grossi problemi economici è più vulnerabile e più facilmente può essere sfruttato. Ma anche in questo caso chi lo fa?
              3) Essere sfruttati ed essere vittima di tratta sono due cose diverse. Ripeto chi è che lo fa?

              Le Strutture legali di fatto non garantiscono nessun beneficio alla prostituta, ma solo allo sfruttatore.
              Ripeto la domanda che ho posto sopra e non ha avuto risposta,
              Qual’era l’obbiettivo della legge Merlin?
              Per dire che ha fallito e va cambiata, bisogna conoscere l’obbiettivo che si era posto. Qual’era?

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              • quark ha detto:

                Ecco un simpatico esempio di come vengono manipolati i dati … qui parliamo dell’Olanda , ed avviene così in tutta europa . https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/04/29/olanda-sexworking-dati-sulla-tratta-non-veritieri-e-usati-a-scopi-politici/
                Certo che sono proprio fortunato io … ho incontrato sempre libere professioniste … e sono stati fortunati anche i carabinieri di Rimini … anche la questura di Roma , anche Amnesty International … ovviamente per te è tutto un caso …

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                • IDA ha detto:

                  Conosci il significato delle parole? Mi sa proprio di no! Non c’è nessun tipo di manipolazione. Dice: “I due autori del rapporto non sono mai stati chiamati a rispondere della veridicita’ dei dati da loro utilizzati. Si e’ propensi a credere che l’utilizzo del termine forza sia stato snaturato da un’accezione troppo vasta.” Questo vuol dire che nessuno ha smentito i dati utilizzati, i dati sono veritieri, ma si dubita dell’interpretazione. Quindi nessuna manipolazione dei dati.
                  Ma ripeto; Qual’era l’obbiettivo della legge Merlin? Perchè tutti dite che non ha funzionato e che va cambiata, ma poi ci dite che il 90% delle prostitute sono libere. Le due cose non possono coesistere.

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                  • quark ha detto:

                    Come al solito , leggi soltanto quello che ti fa comodo … L’obiettivo della Merlin ? Suppongo migliorare la qualità della vita delle prostitute … non mi sembra sia accaduto questo

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                • IDA ha detto:

                  Scusa Simona se ne approfitto dell’ospitalità
                  Quark: Lo sai cosa dice Amnesty sulla tratta? Mi sa di no! Quando vi fa comodo, considerate le opinioni di Amnesty come vangelo, poi ignorate i rapporti di Amnesty sulla tratta.
                  Amnesty, sezione italiana dice:
                  “L’Europa occidentale importa illegalmente 500.000 prostitute all’anno, la maggior parte
                  dall’Europa dell’est, ma anche dall’Asia e da altre parti del mondo. In Italia le prostitute straniere, tutte trattate come schiave, sarebbero 50.000 e di queste un terzo sono minorenni.” Sezione italiana di Amnesty, documento -PROSTITUZIONE E TRAFFICO SESSUALE- si può scaricare in formato pdf.

                  L’offerta della prostituzione è fatto da “libere” e schiave. Quante sono le prostitute in Italia? Fai il rapporto e vedi.
                  Comunque, siete convinti che la maggioranza delle prostitute sono libere e gioiose. Allora non si capisce perché le volete ridurre in schiavitù. Volete uno Stato che intervenga, che le classifichi, le schedi, che le porti via parte del loro guadagno, senza avere in cambio nulla.
                  Le volete rendere schiave di un protettore, per legge. Parlate di libertà e le volete ridurre tutte in schiavitu. .

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