Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Poniamo fine alla domanda

su 14 Maggio 2015

Feministas of Canada

 

Rosen Hicher è una sopravvissuta francese alla prostituzione. Qui di seguito una traduzione di un articolo apparso lo scorso luglio 2014 su Libération. All’epoca si cercava di contrastare alcuni senatori che stavano tentando di far fallire la proposta di legge basata sul modello nordico, che avrebbe penalizzato i clienti, o meglio gli stupratori a pagamento.

I timori si son rivelati esatti, perché purtroppo lo scorso marzo 2015 il Senato francese ha soppresso l’emendamento riguardante la penalizzazione dei clienti e reintrodotto quello che interdice l’adescamento passivo, che sanziona le persone prostituite. (QUI maggiori dettagli)
L’appello di Rosen è importantissimo e mi sembra il caso di rifletterci attentamente anche da noi.

 

Visto che il Senato protegge i clienti, io, ex prostituta, dirò perché desidero che la Francia compia ogni sforzo per farla finita con questi uomini che hanno rovinato la mia vita per oltre 20 anni. Ho trovato la forza per fare due calcoli. Ascoltate attentamente. Ho avuto più di 30.000 clienti nel corso della mia carriera come prostituta, a un tasso medio di quattro al giorno.
Più di 30.000 atti sessuali indesiderati, che ho rifiutato con tutto il mio corpo. 30.000 volte la sensazione di essere annullata, di essere ridotta a niente, di essere una donna-robot. 30.000 volte, ho sperimentato la parata di questi uomini indifferenti, sicuri del proprio diritto; in un angolo di un bar, in salotti insalubri, tra l’odore di champagne sui sedili e di sesso inebriante.

Voi che parlate dei clienti come poveri uomini solitari o timidi, se sapeste! La verità è che sono uomini capaci di picchiarti se ti rifiuti di fare sesso senza preservativo; trovi quello violento che ti picchia, lasciandoti i postumi per due settimane; poi c’è il pazzo che spara con un fucile nel bel mezzo di un bar; il malato di mente che si veste da donna e ti costringe a qualsiasi tipo di umiliazioni; quello che ti mette droghe nel drink o scrive oscenità sulla porta di casa tua per vendicarsi; quello che si impicca dopo aver sperperato tutti i suoi soldi per pagare i corpi delle donne. E tutti gli altri. Tutti coloro che non si prendono nemmeno la briga di cambiarsi o di lavarsi perché loro ci disprezzano tanto. Tutti questi dipendenti dal sesso, senza alcun riguardo per la loro partner o per qualsiasi donna. Tutti questi pazzi, questi masochisti, esibizionisti, sadici, zoofili. Tutti questi predatori: una volta uno di loro, che mi aveva visto con mia figlia di circa 12-13 anni, un autista di autobus (per bambini), mi ha proposto di darmi 5.000 euro per averla e violentarla.
Tutti questi uomini che vengono a raccontarci le loro fantasie più selvagge e ci impongono di dire che questo è normale e non ci sono limiti. Immaginate che i clienti abituali, come vengono chiamati, siano dei bravi ragazzi? No, sono uomini con gravi problemi, pericolosi per noi e per tutte le donne. Quando capiremo finalmente che molti di loro avrebbero più bisogno di uno psicologo che di una prostituta?
Non sono nata prostituta, sono questi uomini che mi hanno resa tale. Sono loro che mi hanno costretta ad avere oltre 30.000 atti sessuali e altrettanti stupri.
È urgente che noi ci impegniamo a garantire il diritto di protezione dei nostri figli, in modo che nessuna ragazza, nessun giovane debba passare attraverso ciò che ho vissuto io per tanti anni. E questo non è possibile se i clienti si sentono autorizzati a conservare il loro diritto. Mi rifiuto di accettare che i clienti restino la parte dimenticata della nostra legislazione, e coloro di cui sto parlando sono tutti i clienti, nessuno escluso. Vi pongo nuovamente la domanda: “Perché c’è un tale consenso volto a proteggerli?

 

Naturalmente, la domanda di Rosen è retorica. La risposta la conosciamo molto bene: perché sono uomini. Le donne che tendono a “scusare” e a “proteggerli” lo fanno perché intrise di quella stessa cultura che attribuisce agli uomini una serie di diritti, di un dominio incondizionato sulle donne.

In Italia è stata presentata un’altra proposta di legge in materia di prostituzione (qui e qui). Questa volta sembra andare nel verso giusto. Anche da noi, i clienti restano il grande buco nero e aleggia quella sorta di auto-protezione che però consente che alla domanda non si ponga mai un termine.

 


3 responses to “Poniamo fine alla domanda

  1. cristinadellamore ha detto:

    E’ sempre una questione di potere, purtroppo

    Piace a 1 persona

  2. hero4rent ha detto:

    L’ha ribloggato su hero4rent.

    "Mi piace"

  3. […] Poniamo fine alla domanda mag […]

    "Mi piace"

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