Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Il silenzio non cambia le cose

su 17 aprile 2015

20150415_17441220150415_183327

 

Ci vorrebbe una scala per il paradiso per uscire dall’inferno in cui vivono le vittime di tratta.

Ho partecipato al convegno indetto da Caritas Ambrosiana “Tratta e Prostituzione – Il corpo per il pane: la possibile prevenzione”.
L’inizio è stato un colpo duro, molto duro. Hanno proiettato Red leaves falling:


Cartone sul tema della tratta dei minori e dello sfruttamento della prostituzione minorile, realizzato da Starway Foundation nell’ambito di un progetto di educazione e protezione dei minori. Mani Tese, che ha lanciato la campagna “inTRATTAbili”, contro la tratta degli esseri umani, ne ha curata l’edizione italiana.
Al termine avevo un groppo in gola, ero senza fiato. Il merito del lavoro è quello di comunicare la sofferenza, senza mostrare scene crude o violente. Si lascia che l’angoscia e il dolore arrivino per quello che non viene detto e mostrato, per ciò che resta sottinteso, ma emerge negli occhi della protagonista. Per questo fa ancor più male e nessuno di noi può restare indifferente a questa barbarie inaccettabile, eppure non sono così diffuse la percezione e la consapevolezza del male che viene fatto a milioni di esseri umani in tutto il mondo. Questo progetto dimostra la forza comunicativa che possono avere un disegno animato e una storia. Quella sofferenza e il senso di impotenza ti entravano dentro.
Anna Pozzi, giornalista e segretaria generale di Slaves no More onlus, ci ha mostrato le stime della tratta nel mondo.
Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) i dati sono questi:

21 milioni di vittime di tratta
il 70% è composto da donne e bambine (di cui il 49% donne, 21% bambine)
18% uomini
12% bambini
il 53% è destinato a sfruttamento sessuale
il 40% al lavoro forzato

La relazione completa QUI.

20150415_181257
Spesso subiscono violenze e abusi inimmaginabili.

La tratta colpisce le persone più povere e vulnerabili. Ogni anno ci sono circa 2,5 milioni di nuove vittime del traffico di esseri umani. Una vera e propria neo-schiavitù.
Il traffico di esseri umani è finalizzato a:

  • sfruttamento sessuale
  • lavoro forzato
  • espianto di organi
  • accattonaggio forzato
  • servitù domestica
  • matrimonio forzato
  • adozioni illegali
  • gravidanze surrogate.

Su quest’ultimo punto mi piacerebbe avere dei dati.

Il lavoro forzato è soprattutto finalizzato al settore manifatturiero ed edile, il lavoro domestico e tessile. Il 35% è di sesso femminile.
Il rapporto Unodc evidenzia delle peculiarità a seconda del continente: in Europa e in Asia Centrale prevale la tratta per sfruttamento sessuale (66%); in Asia orientale e nel Pacifico il 64% è invece destinato al lavoro servile.

Un terzo delle vittime è un bambino, il 5% in più, rispetto al periodo 2007-2010. Le bambine sono i 2/3 dei minori.
Per i trafficanti e gli sfruttatori c’è un guadagno enorme: 32 miliardi di dollari annui. Dopo il traffico di droga e di armi, il più redditizio business è quello degli esseri umani.

Nel nostro Paese il fenomeno riguarda tra le 30 e le 50.000 persone solo per quanto concerne lo sfruttamento sessuale. Circa la metà sono donne nigeriane.

A Milano, secondo i dati del Comune, circa 7000 donne sono costrette a prostituirsi sulle strade o nei locali, con punte nei weekend e durante le fiere. Ogni anno 800 nuove donne finiscono in questo inferno, 1 su 5 è nigeriana. Ora che mancano solo una manciata di giorni all’avvio di Expo, cosa sta accadendo? Qualche mese fa, si parlava di 15.000 nuovi arrivi. Ma nessuno ne parla o sembra interessarsi. Quasi come se fosse normale replicare ciò che è accaduto durante altri grandi eventi mondiali, come l’ultimo campionato del mondo di calcio in Brasile.
Le nigeriane prostituite (più che prostitute) oscillano tra le 15.000 e 20.000. Meglio definirle prostituite perché di libero arbitrio non ne hanno, sono schiave e spesso non hanno alcun strumento per uscire da questa condizione. Le rotte della tratta le potete vedere nel grafico.

20150415_182203

 

 

20150415_181839

 

Tutto ha spesso inizio a Benin City. Sono viaggi che durano mesi o anni, sempre all’insegna di violenze e abusi di ogni tipo.
A ottobre 2014, si è registrato un boom di nigeriane destinate alla schiavitù, + 300% rispetto all’anno precedente, secondo l’allarme lanciato dall’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni). (QUI un articolo che ne parla)

Secondo il capo missione dell’Oim in Italia, queste donne vengono spesso violentate e sono obbligate a prostituirsi. Sono costrette a lavorare in bordelli in Libia e poi mandate in Italia. Subiscono anche pressioni e manipolazioni psicologiche, riti voodoo che le rendono dipendenti e completamente succubi dei loro aguzzini.

Secondo la direzione nazionale antimafia, ogni persona che riesce a uscire da questo inferno, sottrae tra i 40 e i 50.000 euro all’anno alla criminalità organizzata. Nel 2010, la stima della Commissione parlamentare affari sociali era di un mercato da 1,5 miliardi di euro annui. Si parla di 9-10 milioni di prestazioni sessuali al mese.
I fattori di rischio per la tratta sono:

  • povertà e disoccupazione
  • mancanza di pari opportunità (le donne rappresentano i 2/3 dei 2,5 miliardi di persone che vivono sotto la soglia di povertà)
  • discriminazioni sociali ed economiche
  • guerre, conflitti, persecuzioni politiche e religiose
  • mancanza di prospettive
  • responsabilità nei confronti della famiglia (per aiutarla, soprattutto se c’è qualcuno malato e bisognoso di cure).

La Nigeria è la prima economia africana, ricca di petrolio, ma con un enorme gap tra ricchissimi e poverissimi (QUI un recente articolo). Il 70% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. In Kenia è il 50%. In questo contesto è facile credere e seguire chi ti promette una vita migliore. L’Occidente viene dipinto come l’Eden, il luogo dove tutto è possibile per tutti. Per molti questo è l’ingresso nella schiavitù e l’inizio di violenze disumane.

Elemento che incide fortemente nell’alimentare questo vortice è il tasso di analfabetismo: il 66% sono donne. Le bambine sono la maggioranza dei 121 milioni di minori che non vanno a scuola.
“Perché se ne vanno? Bisognerebbe fare l’esperienza di chi lotta quotidianamente per sopravvivere per capire a fondo cosa spinge queste ragazze a partire a ogni costo”, spiega Jude Oidaga, gesuita originario di Benin City.
Si aspira a più alti standard di vita (sanità e istruzione), maggiore stabilità politica ed economica, maggiore libertà. Vengono convinti che ci sono maggiori possibilità di lavoro, non conoscono bene le condizioni di lavoro nei Paesi di destinazione, come il lavoro a basto costo e la prostituzione. E naturalmente cadono vittima anche dei network di migranti.
Il primo rapporto Greta (2014, monitoraggio del Consiglio d’Europa) sull’Italia, mostra i punti critici del nostro Paese: mancanza di meccanismi adeguati di identificazione delle vittime (soprattutto per lo sfruttamento lavorativo). Il rapporto (QUI) invita l’Italia a dotarsi di un Piano nazionale anti-tratta scaduto nel dicembre 2014.
Le linee di intervento promosse anche a livello internazionale, per contrastare tratta e schiavitù a fini prostitutivi, prevedono: prevention, protection, prosecution (prevenire, proteggere, punire).
Così come risulta dal Protocollo di Palermo (QUI).

La suora comboniana Gabriella Bottani, per dieci anni impegnata in Brasile, ci parla proprio della prevenzione e delle attività di Talitha Kum, la rete internazionale della Vita Religiosa contro la tratta di persone. Si tratta di una rete di operatori laici e religiosi che lavorano in 81 Paesi, in 5 Continenti.
Si fa prevenzione nelle scuole, attraverso il dialogo, l’informazione, l’educazione, nei quartieri a rischio, lavorando con gli insegnanti, per riconoscere i rischi e intervenire ai primi campanelli di allarme.
Occorre combattere la povertà, investire in politiche sociali e che alle persone vengano riconosciuti e assicurati i diritti fondamentali.
Un livello successivo di intervento consiste nell’accompagnare le persone che decidono comunque di emigrare, cercando di aiutarli a difendersi nel caso si accorgano di essere finite in situazioni di violenza e sfruttamento.

Per coloro che sono già vittima di tratta, si cerca di aiutarli ad uscire attraverso progetti di inserimento lavorativo, di formazione, di regolarizzazione dei documenti e dei permessi di soggiorno.
Contemporaneamente occorre intervenire per interrompere un circolo vizioso di corruzione e impunità di certi crimini. Occorre tornare all’essere, superando la crosta dell’indifferenza. Recuperare il valore dell’essere, in sé stessi, non come proiezione sul mondo e sulle sue manifestazioni. Su quel ridurre ogni cosa o persona a merce, valutandone unicamente la sua utilità rispetto a me e ai miei bisogni, desideri o aspettative.
Mi è piaciuta molto la citazione di Etty Hillesum, alla quale sono molto legata.

etty

 

Ricordiamoci che il cliente compra un altro essere umano essenzialmente per umiliarlo, per ribadire il suo potere, il potere dato dal denaro.

In conclusione si è ribadita la necessità di un lavoro volto a sovvertire le abitudini e la cultura maschili esistenti. In Svezia e in Islanda sono intervenuti sulla domanda, sui clienti. Oggi, l’inversione culturale è in atto, comprare corpi non è più tanto “appetitoso”. Perché senza la richiesta, non sarebbe più conveniente lucrare sugli esseri umani. Sarebbe più semplice contrastare la tratta e fermare questo vero e proprio crimine contro l’umanità.

Il cartone animato si concludeva con un invito forte, che è anche il mio motto quotidiano:
“Il silenzio non cambia le cose. Alza la voce e reagisci!”

Annunci

6 responses to “Il silenzio non cambia le cose

  1. […] viene privato dei suoi diritti prima, durante e dopo la traversata. Ne scrivevo qualche giorno fa (qui). La tratta ha il volto di questi uomini, donne e bambini, nuovi schiavi di un mercato criminale […]

    Mi piace

  2. […] sole forze, ma sono vittime dei trafficanti di esseri umani. Come avevo scritto in un precedente post, la “destinazione” è molteplice: • sfruttamento sessuale, incluso lo sfruttamento […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Non Una Di Meno - Milano

Sciopero globale Lotto Marzo

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

paroladistrega

BARBARA GIORGI

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Time will tell

And I'll be there to listen

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

O di come una femminista convinta iniziò a scrivere rosa

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine

O capitano! Mio capitano!...

"Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno." [Oscar Wilde]

Diana

"Nell'ora più profonda della notte, confessa a te stesso che moriresti se ti fosse vietato scrivere. E guarda profondamente nel tuo cuore dove esso espande le sue radici, la risposta, e ti domandi, devo scrivere?". Rilke

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: