Nuvolette di pensieri

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Prostitution is not compatible with humanity

su 7 aprile 2015

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Desidero iniziare questo post con l’affermazione di Mia de Faoite, una sopravvissuta irlandese alla prostituzione (tra il 2005 e il 2010):

“Prostitution is not compatible with humanity and we choose one or the other.”

Dobbiamo scegliere se tutelare un essere umano o la prostituzione, consapevoli che quest’ultima non è compatibile con l’altra.
Il racconto della sua esperienza (iniziata per procurarsi il denaro per l’eroina) nel mondo della prostituzione è molto crudo, ma è utile a sfatare i miti di una “professione” tutto sommato piacevole. Vi chiedo, chi di voi potrebbe trarre piacere da questo tipo di pratiche violente?
Subire continui stupri, qualcuno che vi urina addosso, che vi inserisce corpi estranei nel corpo.
“Nella prostituzione, la donna cessa di essere percepita come un essere umano agli occhi degli altri, e diventa una mente intrappolata in un corpo che non le appartiene più. Ho usato l’eroina per tenere fuori da me ciò che ero diventata, ma ho assistito al deterioramento di altre donne nel corso degli anni”. Molte perdono la vita, come Jenny, morta di overdose giovanissima.
Ci hanno mai fatto caso le sostenitrici del sex-work? Questo porta alla distruzione di un individuo. Vogliamo veramente questo?
Mia chiede una legislazione che punisca i clienti. Vi traduco un suo discorso in occasione della CAP International conference presso l’Assemblea Nazionale a Parigi in Francia (qui l’originale), in cui racconta la sua esperienza e ci spiega il motivo di questa sua posizione.

In Italia andiamo come al solito contro corrente, dritti dritti verso lo sfruttamento di stato della prostituzione, condito da tante ipocrite e false buone intenzioni. Domani alla Camera (QUI) verrà presentato una sorta di manifesto bipartisan (Pd, 5stelle, Ncd, Forza Italia) a nome di 70 deputati e senatori, per riformare la legge Merlin. Il tutto sostenuto da escort come Efe Bal e da associazioni che combattono tratta e prostituzione sulla strada. Pierpaolo Vargiu e Maria Spilabotte guidano questo gruppo. Dopo il manifesto inizierà la discussione per arrivare a un testo comune, fondato su zoning e sulle “case libere e autonome” gestite da lucciole e sull’iscrizione alle Camere di commercio. In pratica, si ignora totalmente la tratta, la coercizione, la violenza e il fatto che la maggioranza di queste donne non sono libere di scegliere e non hanno alternative. Vi consiglio di leggere l’articolo che ho linkato. Muoviamoci velocemente per impedire questo orrore!

 

Buongiorno, mi chiamo Mia, io penso, dunque, sono, perché non nego dove l’eroina e la prostituzione mi hanno portato, ma mi rifiuto di lasciare che questo mio passato possa definire la persona così come sono oggi, perché se lascio che ciò avvenga, potrebbe coincidere con ciò che sono, ma non è tutto ciò che sono.
L’acquisto di un altro essere umano per farci sesso, non è e non è mai stato l’acquisto di sesso, perché né io, né le altre donne, in strada o nei bordelli, vendiamo semplicemente i nostri genitali, le nostre bocche o gole perfettamente impacchettate, da prendere in prestito e da restituire. No, ho dovuto seguirli, dovevo parlargli in primo luogo, la mia mente era presente tutto il tempo.
Devi sempre comprare la persona prima di avere accesso al suo corpo. Il primo principio di uguaglianza, secondo Simon Haggstrom, uno dei principali sostenitori europei della dignità umana, sostiene che nessun essere umano dovrebbe avere il controllo sul corpo di un altro essere umano, questo è ciò che avviene in prostituzione.
La mia prima esperienza di violenza è stata terribile, uno stupro di gruppo (insieme a un’altra donna, a una festa di Natale, dove circolava droga e sostanze alcoliche, ndr), sembrava non dovesse aver mai fine, e per un certo verso è stato così, perché da quella notte non ho più vissuto, esistevo in un mondo che non riuscivo più a comprendere, che non aveva più alcun senso.
Ho lasciato l’edificio con il corpo e il viso feriti, puzzavo di urina e sanguinavo dal retto. Ora puoi comprendere perché non vedevo altra possibilità di scelta e l’unica soluzione era realizzare una sorta di dissociazione; la giovane donna che era con me quella notte è morta di overdose due mesi dopo. Per molti la sua morte sarà solo una delle tante che rientrano in queste tristi statistiche, ma per me la sua vita ha sempre avuto un valore. Gli eventi di quella notte mi hanno esposta a un livello tale di crudeltà umana, ma a parte la mia resistenza, mi permisero di comprendere quanta sanità mentale fosse scomparsa in quella ventisettenne, e c’è un bambino che crescerà senza mai sapere con quanta forza sua madre stesse lottando per uscire da quella vita, e non potrà mai sapere quanto meravigliosa fosse sua madre, tutto questo gli è stato sottratto (come a tanti altri bambini) a causa della prostituzione.
Il mio stupro successivo avvenne un anno dopo, da parte di un delinquente solitario, sulla strada in cui mi trovavo, il terzo stupro non so se definirlo tale, accadde la stessa notte del secondo, mentre ero seduta per terra dopo l’attacco, i miei soldi e il mio cellulare erano stati rubati, ero sola e disorientata, con un corpo dolorante e una mente in difficoltà, quando un cliente regolare si fermò e si offrì di accompagnarmi a casa. Gli raccontai cosa fosse successo poco prima, mi offrì un caffè, ma poco prima di arrivare a casa mia, mi ha ricordato che non avevo i soldi per pagarlo, ma che avrebbe potuto risolvere, non ho avuto il tempo di rispondere che mi sono sdraiata e l’ho lasciato fare, cosa pensate che sia fare una cosa del genere a una donna che è appena stata stuprata?
L’ultimo stupro avvenne da parte di due ragazzi fatti di cocaina, uno faceva il palo, mentre l’altro mi stuprava, ma per me chi faceva il palo era altrettanto colpevole. Posso raccontare innumerevoli storie di umiliazioni, di persone che ti urinano addosso ecc. di stupri orali, infatti io non ho più il riflesso del vomito, i muscoli nella parte posteriore della gola hanno imparato a rilassarsi, hanno dovuto imparare.
Stiamo considerando il peggio del peggio, quello che cerco di dirvi è che se si pongono le basi per uno stupro, questo accadrà, come dire io e la mia amica da sole in un appartamento con otto uomini, noi come prostitute siamo un obiettivo primario per un acquirente che vuole compiere un reato sessuale come lo stupro, solo con noi può farlo e restare impunito, la legge e la società svolgono un ruolo importante per permettere che le cose vadano in questo modo, rimarrà impunibile, come rimane legale acquistare un essere umano. L’eroina, che era stato il motivo per cui avevo iniziato, era diventata l’unico modo per sopportare di essere acquistata, strano paradosso, a cui poche di noi riescono a sfuggire, io sono una di loro.

Noi esistiamo là fuori, sotto la costante minaccia della violenza, una nuvola nera di paura aleggia intorno a noi in modo permanente, è una paura come la descriverebbe Aristotele, in cui la paura è il dolore che senti come anticipazione di un male in arrivo, e in prostituzione il male arriva molto di frequente, ma la cosa peggiore di questo tipo di paura è che si tratta di una condizione fissa.

Mia de Faoite, a survivor of prostitution_ Photograph Lisa Cawley

Mia de Faoite, a survivor of prostitution_ Photograph Lisa Cawley

La prostituzione e la tratta sono intrinsecamente legate, l’una esiste perché esiste l’altra. Negli ultimi 18 mesi che ho passato sulla strada, ero insieme a una vittima di tratta, lei divenne la mia amica più cara, non ho mai visto un essere umano così malridotto. Le condizioni in cui era costretta a vivere erano enormemente disumane e lei aveva sviluppato una sorta di senso contorto di fedeltà al suo sfruttatore, che l’aveva rapita da casa, portata in Europa e infine in Irlanda, in questa fase era stata completamente distrutta, il controllo del suo sfruttatore era tutto ciò che conosceva, l’avrebbe picchiata se si fosse ribellata, le aveva sottratto il passaporto, la faceva lavorare dalle 6 di pomeriggio fino alle 5 della mattina successiva, era tossicodipendente di crack, fornita dal pappone, che doveva ripagare con 100 euro, lei non ci guadagnava niente. Anche se eravamo giunte allo stesso punto da strade diverse, eravamo unite perché entrambe venivamo comprate, usate, sfruttate, umiliate e stuprate dagli stessi clienti, una notte un cliente poteva comprare me e qualche notte dopo lei, e un paio di volte venimmo acquistate insieme, e quel legame non può essere rotto da nessuno, mai e in nessun luogo.
Spesso mi capita di pensare che per quanto dissociata sia stata la mia esistenza, almeno potevo tornare a casa la sera, penso che sia ancor più complicato se vivi in un Paese in cui non conosci nessuno, e dove tutti parlano una lingua diversa dalla tua.
Concludo la storia della mia amica originaria dell’Africa, che era con me sulla strada, una delle cose più tristi a cui abbia assistito e che chiarisce bene la prospettiva. Ero a casa da sola, mia figlia era malata e aveva bisogno di cure, mi squillò il telefono, c’era stato un diverbio tra lei, il suo pappone e un’altra ragazza. Le dissi di raggiungermi a casa perché ero da sola; ho sempre tenuto separate la mia vita a casa e quella per strada.
È arrivata, non riusciva a smettere di piangere, non l’avevo mai vista così sconvolta; l’ho abbracciata e ho controllato le sue ferite, aveva sangue sulle mani, ma per fortuna erano ferite superficiali. Non era importante il motivo della lite, se per il controllo, la droga o altro. Le feci il caffè e ci mettemmo a fumare. Le ho detto che le avrei preparato un bagno visto che sembrava esausta. L’ho lasciata in bagno e sono andata nell’altra stanza. Mi ha chiamata e quando sono entrata sono rimasta sconvolta dentro, davanti a me c’era la mia amica, ma aveva il corpo di un bambino, il suo ventre sporgeva, non aveva seno, il suo corpo era coperto da vecchi e nuovi lividi, graffi, sembrava appena uscita da un campo di concentramento. Non volevo che mi vedesse piangere. Sono tornata in bagno nuovamente per lavarle i capelli perché aveva le braccia doloranti. L’ho aiutata ad asciugarsi i capelli e canticchiava come una bambina. L’ho messa a letto e ho aspettato che si addormentasse. Poi ho pianto per quella bambina perduta che avevo appena messo a letto, non dimenticherò mai quell’immagine che ho visto quella sera, non eravamo in un campo di concentramento, in Polonia nel 1945, eravamo nel mio appartamento, a Dublino, nel 2010, non c’era una guerra in corso, ma non c’era una legge che ci proteggesse.
Si proteggono i cittadini per bene, io penso che per molte persone quelli che comprano altri esseri umani per sesso sono dei buoni cittadini, in quanto hanno un lavoro retribuito, pagano le tasse, l’affitto o acquistano casa con le loro compagne, hanno da due a quattro figli, rientrano in ciò che la società ritiene corretto, perciò gli si concede questa piccola indulgenza, così lo permettiamo e lasciamo che sia legale. Per tutti gli uomini che hanno comprato me o le altre donne, gli uomini che alimentano questa industria perversa, camminano in mezzo a voi tutti i giorni, sono padri, sono mariti, colleghi ecc. non vogliamo riconoscere che il cittadino per bene può comportarsi come un cattivo essere umano, capisco la paura, non sopportiamo l’idea di rompere le uova nel paniere della società ma a chi ne paga le spese lo facciamo!
Una come me d’altra parte viene considerata una cattiva cittadina, non ho un lavoro, sono stata assistita dallo stato, ero una eroinomane e peggio ancora, mi mettevo per strada ad adescare quegli onesti uomini, come se non avessero altra scelta. Ma io sono un buon essere umano, lo sono sempre stata. Questo è l’equilibrio che devi trovare tra il cittadino per bene e una brava persona e chi di noi viene prima per quanto concerne il bisogno di protezione.
Come possiamo sperare che ciò accada? Seguiamo il modello svedese, la Svezia pone al primo posto la dignità umana. Hanno compreso pienamente cosa sia il concetto di dignità umana, che è il rispetto e il valore che ci diamo l’un l’altro come esseri umani. Cosa succede quando mettiamo al primo posto la dignità umana, come la Svezia ha dimostrato senza ombra di dubbio è che il bene vince, mentre i Paesi che hanno messo all’ultimo posto la dignità umana, il male prospera, come è evidente laddove si è scelto di depenalizzare e legalizzare la prostituzione. Il male è sia la tratta di esseri umani che il destino a cui donne e bambini inermi sono destinati, ovvero la prostituzione. Si aggiungono alle tossicodipendenti, alle emarginate e alle donne rovinate come me, intrappolata ma in modo diverso, al servizio dei bisogni di un determinato gruppo di uomini.
Credo che i peggiori mali del mondo non abbiano un responsabile, e inoltre credo che sia giunto il momento che si evidenzi che tutto questo male esiste a causa di questi signor nessuno che si sono resi responsabili di aver sostenuto questa crudele industria e questa tratta di schiave. Non desidero altro che con una legislazione apposita venga dato il potere ai poliziotti che invano hanno cercato di proteggermi, di sanzionare i trasgressori, di comminare il carcere per i papponi e chi induce alla prostituzione, inviando un chiaro messaggio a chi traffica in esseri umani: che le donne non sono più in vendita, perché non esiste alcuna legge migliore per contrastare la tratta del considerare schiavismo l’uso di un altro essere umano.
Questa legge riguarda la protezione degli esseri umani più vulnerabili, molti dei quali quando vengono salvati, si scopre che hanno dei codici a barre tatuati sui loro corpi, a ricordare il debito contratto, non credo che la memoria dell’Europa sia così corta. Questa legge riguarda la tutela della dignità e della libertà, e quando la dignità umana è in pericolo e delle vite umane sono in pericolo, le differenze politiche e di sensibilità diventano irrilevanti.
L’unica cosa certa è che sei anni di conoscenza personale antropologica di cosa vuol dire sfruttamento sessuale, mi hanno portato a pensare che la prostituzione non è compatibile con l’umanità e dobbiamo scegliere una delle due.

 

Prossimamente pubblicherò un’altra traduzione di uno scritto di Mia sulla tratta.

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One response to “Prostitution is not compatible with humanity

  1. […] senso. (Mia ricorda la notte in cui le dette rifugio, storia riportata anche nel mio precedente post, ndr). Le ho detto che le avrei preparato un bagno visto che sembrava esausta. L’ho lasciata in […]

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