Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Rosa canta e cunta

su 27 febbraio 2015

 

Rosa Balistreri

Rosa Balistreri

 

Pi nun perdiri lu cuntu. Nata il 21 a primavera, come Alda Merini. Non è un caso. Come Alda, era capace di segnare una differenza, una unicità di sguardo per indagare nelle pieghe della vita e raccontarle, in profondità. Una sensibilità che consentiva a entrambe di avere la capacità del dire oltre la parola e il senso comune. Conoscevo Rosa Balistreri molto poco. Oggi ne scrivo grazie alle sollecitazioni che mi sono giunte dopo aver visto il bel lavoro teatrale di Tiziana Francesca Vaccaro TERRA DI ROSA – u cantu ca vi cuntu. Un omaggio a una donna, che la sua terra, bella e piena di contraddizioni, se la portava dentro. La sua terra dura e amara, narrata con la sua voce profonda, che scava fino nelle viscere, un canto ancestrale che si innesta in un presente ancora difficile. La terra di una bambina che diventa donna e che da quella terra sente il bisogno di distaccarsi, ma allo stesso tempo non ne può fare a meno. Terra di emigrazione, difficile viverci e sopravviverci. A sud, dalla Sicilia alla mia Puglia, un’unica terra dalla quale non si parte mai del tutto. Quanto lo sappiamo noi che ci siamo nate e che lo continuiamo a sentire, dentro, anche se ce ne siamo andate. Viscerale è la sua produzione musicale, ripresa da Tiziana per raccontare la storia di questa donna che ha affrontato, scontrandosi e pagando di persona, il suo tempo e le sue regole. In lei la scintilla è scattata sin da piccola, quando ha cercato di trovare la sua strada, nonostante il padre, un matrimonio forzato con un uomo violento e l’oppressione di una Licata di inizio secolo. Appassionata l’interpretazione che ne fa Tiziana, riportandoci la vita in ogni suo aspetto, sempre vissuta in prima linea, senza cedere mai, credendo fermamente nell’amore, crudele ma indispensabile, motore di una vita. “Vogliu spaccari…spaccari li cieli, pì fari chioviri…chioviri amuri”.

Amore per la sua terra, per la verità, contro la violenza, contro la mafia, in un universo in cui le donne dovevano (e devono, purtroppo ancora oggi) restare al loro posto.
Le sue passioni, le sue idee, la volontà di cambiare e sovvertire l’esistente, che la porta a imparare a leggere e a scrivere all’età di 22 anni. Rosa che comprende quanto sia importante saper leggere e scrivere per non essere più schiava. Sapere e conoscere per essere libera. Il canto che sarà il suo compagno amorevole per tutta la vita, che le resterà appiccicato fino alla fine. Canto come liberazione e rivoluzione, come racconto, memoria, strumento che disvela ciò che si cela dietro le consuetudini, le violenze quotidiane e una società sorda che va riabituata ad ascoltare, affinché sia in grado di dire finalmente no a tante cose. Donna scomoda e fuori dal suo tempo, perché ne percepiva tutte le contraddizioni, le iniquità, le oppressioni, le discriminazioni di un patriarcato che metteva a tacere le donne, dividendole tra sante e bottane. Donne che esistevano solo in quanto figlie o mogli di e che al massimo esercitavano un potere illusorio confinato tra le mura domestiche. Ogniqualvolta una donna porta alla luce, racconta la storia di un’altra donna rivoluzionaria come Rosa Balistreri compie un lavoro fondamentale, affinché i messaggi non si perdano e si sia in grado di andare avanti, con l’energia di queste donne. Rosa che non si è mai adeguata, non ha mai incarnato il ruolo che famiglia e società avevano fissato per lei. Rosa che con la sua voce ha girato il mondo con i piedi sempre ben piantati nella sua terra d’origine, per non perdere mai il contatto con la vita, vita difficile, vita aspra, vita appassionata, vita che non sta in un cantuccio, ma canta e cunta.

Grazie Tiziana per questo tuo lavoro teatrale, per la forza, per la passione con cui porti in scena Rosa, le sue canzoni, le sue parole, il suo percorso, per una vita vissuta pienamente, non come vermi sotto terra, ma alla luce del sole. Un prezioso contributo per il nostro lungo cammino di emancipazione e di liberazione. Rosa noi continuiamo a camminare… chi ci può fermare????

 

Qui di seguito pubblico due estratti tratti dallo spettacolo di e con Tiziana Francesca Vaccaro

INIZIO

Da bambina stavo sempre per terra. Mi piaceva giocare con la terra, mi faceva sentire grande. Buttarmi a terra, sporcarmi i vestiti, impiastricciarmi la faccia, le mani di terra… A volte ne prendevo un po’ accovacciata, ci infilavo le mani con bastoncini di legno e scavavo, scavavo e trovavo radici, sassi e pure vermi… A me piacevano un sacco i vermi, ci giocavo proprio, li facevo andare un po’ qua un po’ là, e gli toccavo la testa. In realtà cercavo di accarezzarla, mi sembravano spaventati, mi facevano un po’ pena. E pensavo: “chissà come dev’essere vivere sotto la terra! E chissà cosa succede a questi poveri vermi quando vengono tirati fuori dalla loro casa, sopra la terra!” Non riuscivo proprio a immaginarmelo il disadattamento, la paura… Ci provavo, eh? Ma… ero piccola, non ci riuscivo molto bene. So solo che quando ci pensavo e li vedevo così, indifesi, stavo male, forse perché anch’io mi sentivo un po’ verme, come loro, fatta di terra, dentro la terra.
Allora con i bastoncini li rinfilavo giù, lì sotto. E scomparivano, puff… diventavano un’unica cosa con la terra.

La storia che vi sto per raccontare è la storia di un verme, un verme che dalla sua tana è stato costretto a fuggire ma che poi c’è ritornato.
È una storia di radici antiche, profonde, dal sapore di terra. Terra di Sicilia.
È la storia di Rosa Balistreri.

FINE

Da bambina stavo sempre per terra. Mi piaceva giocare con la terra, mi faceva sentire grande. Poi diventi veramente grande e ti accorgi che ti capita sempre più raramente di buttarti a terra, sporcarti i vestiti, impiastricciarti la faccia, giocare con i vermi… Diventi grande e giochi a confrontarti con altre terre, a scoprire nuovi mondi, mischiarti con le persone, a incontrare nuovi vermi.

 

 Foto di Simone Boiocchi © 2015

DSCF3277

DSCF3286

DSCF3393

DSCF3420

DSCF3431

DSCF3514

 

Il testo del brano “Rosa canta e cunta” di Rosa Balistreri

Stasira vaju e curru cu lu ventu
a grapiri li porti di la storia.
Stasira vogliu dari p’un mumentu
la vita a lu passatu i a la memoria.
Stasira cu la vampa di l’amuri
scavu na fossa, na fossa a lu duluri.

C’è chiù duluri, c’è chiù turmentu
ca gioia e amuri pi l’umanità
Nun è lu chiantu ca cancia lu distinu,
nun è lu scantu ca ferma lu caminu,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.

Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.

Nuddu binidicì lu me caminu,
mancu la manu nica d’un parrinu
e vaju ancora comu va lu ventu
cercari paci sulu p’un mumentu.
Vogliu spaccari…spaccari li cieli
pì fari chioviri…chioviri amuri.

C’è cu t’inganna, c’è cu cumanna
e cu ‘n silenziu mutu si nni sta.
È lu putiri ca nforza li putenti,
è lu silenziu ca ammazza li ‘nnuccenti,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, cercu la vita.

Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.

Vinni a stu munnu quannu lu “Voscienza”
si schifiava pi li strati strati.
Tempi d’abbusi, di fami e di guerra
criscivu mmenzu di li malannati.
Lacrimi muti ni chiancivi e quanti,
la me nnuccenza si la sparteru ‘n tanti.

La mala genti, li priputenti,
tanti su tanti nni sta sucità.

Nun è l’amuri ca crisci ad ogni banna,
ma lu favuri ca sparti cu cumanna,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.

Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri… lu cuntu.

Annunci

2 responses to “Rosa canta e cunta

  1. IDA ha detto:

    Io non la conoscevo, anche se è stata per diversi anni a Firenze. Grazie per avermela fatta conoscere.

    Liked by 1 persona

  2. montgiusi ha detto:

    L’ha ribloggato su ANOTHERSEAe ha commentato:
    Grande Rosa!!!!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Non Una Di Meno - Milano

Sciopero globale Lotto Marzo

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

paroladistrega

BARBARA GIORGI

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Unraveling the mistery of time

Whatever happens in my life and is worth writing about

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

O di come una femminista convinta iniziò a scrivere rosa

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine

O capitano! Mio capitano!...

"Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno." [Oscar Wilde]

Diana

"Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità." Monsieur Gustave H - Grand Budapest Hotel -

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: