Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Scomode

su 27 ottobre 2014

 

orecchino di perla

Mi è particolarmente piaciuto l’intervento di Barbara Bonomi Romagnoli, che all’interno di Linea notte del 23 ottobre (al 45° minuto circa qui), ha cercato di portare un po’ di luce su temi spesso scomodi e dimenticati, quali un ministero che si occupi delle pari opportunità, i fondi anti-violenza e il piano anti-violenza nazionale (chiedendo risposte precise in merito, al di là degli annunci e delle soluzioni tampone emergenziali; qui lo stato dell’arte). Il nostro compito deve essere quello di porre domande scomode. In questo periodo dove tutto è coperto da una coltre di miele e tutti sembrano adorare il premier, forse bisognerebbe essere tutti un po’ più svegli e chiedere conto dei problemi accantonati e dimenticati, ma tuttora esistenti.
Di Barbara, mi è piaciuto il suo parlare di violenza a 360°, che riguarda anche la disapplicazione della 194 e il numero di obiettori che di fatto compiono una vera e propria violenza sulle donne. Un discorso e una riflessione simile a quelli che facevo alle compagne del gruppo di donne di cui faccio parte, facendo riferimento a un articolo di Chiara Lalli sulla relazione annuale sulla 194.
Ha ragione Lalli (qui il suo articolo): “se scegli di fare il ginecologo dovresti prenderti in carico tutti i servizi e non solo quelli che ti piacciono”.
Questo vale per ogni contesto, dall’ospedale al consultorio. Altrimenti vai a fare un altro mestiere. Sì perché il consultorio pubblico dovrebbe essere il primo baluardo a difesa della 194. Parlo di Lombardia, ma il fenomeno può essere allargato. La riforma li ha trasformati da consultori familiari in centri per la famiglia. Stanno svuotando da dentro i consultori, riducendo personale e risorse. L’obiettivo finale di Regione Lombardia è rendere le cose difficili per scoraggiare gli utenti e rendere i servizi inutilizzabili, non adeguati. Un modo per agevolarne la chiusura in futuro.
La relazione del ministero mi sembra emblematica di una deriva che fa dell’approssimazione dei dati e delle informazioni un sistema per evitare di dover dare conto di una disapplicazione di fatto di una legge dello stato. Non viene fornito un servizio. Se non si compie un’analisi critica e non si legge tra le righe della relazione, l’idea è che tutto sommato il numero di non obiettori sia sufficiente a garantire il servizio. Ma quel 64% delle strutture pubbliche dice esattamente il contrario.
Dobbiamo chiedere che il personale sia idoneo a garantire un’accoglienza e un servizio degni. Di scribacchini di ricette rosse non abbiamo bisogno. Di farci fare la morale dal personale sanitario nemmeno. Altrimenti, se non ti senti portato, se non ce la fai proprio, cambi lavoro, smetti si avere relazioni con gli esseri umani e fai un lavoro di catena di montaggio. Nessuno ti costringe a fare un lavoro, che implica un uso appropriato delle parole, per cui non ti senti portato. Come in altri settori, c’è la fila fuori e noi ci guadagneremmo in salute. Penso che queste siano forme di violenza legalizzate. Quando il personale sanitario e la psicologa si permettono di dire che il mio dolore non esiste, oppure è sopportabile, è normale, per esempio per costringermi ad allattare naturalmente, stanno commettendo violenza. Perché io avevo una mastite e il mio dolore e la mia sofferenza c’erano. Fin qui uno dei tanti episodi personali che potrei raccontare. Quando un ginecologo si permette di etichettare come una poco di buono (davanti agli altri utenti dell’ambulatorio) una quattordicenne (apostrofando in malo modo anche i genitori della ragazza) che è andata in consultorio per chiedere di iniziare a usare un contraccettivo ormonale, commette violenza. Immaginate questo atteggiamento che risultati ha: le ragazze lasceranno perdere (con tutte le conseguenze di una mancata contraccezione) o si rivolgeranno al web. Non sarebbe meglio accogliere, spiegare, capire i motivi della richiesta e aiutare queste ragazze? Il Consultorio in Piazza mi ha permesso di raccogliere un sacco di storie. Il bello è che per molti e per molte donne, va bene così, il medico non può accogliere, ascoltare, approfondire, aiutare, deve semplicemente e asetticamente emettere diagnosi e anche qualche giudizio morale se lo ritiene.. Siamo immersi in una brodaglia ideologica, moralizzatrice, confessionale pericolosissima. Una donna con cui ho parlato mi ha detto che non rientra nelle competenze del medico essere empatico e stabilire relazioni umane. Il medico deve proteggersi da eventuali denunce. Quindi si può anche permettere di usare violenza verbale per non incorrere in eventuali problemi legali. Bene, anzi male. Non vi dico la professione di costei, è meglio. Questo tipo di persone vanno in giro a pontificare, ma sono altamente pericolose. Altro particolare che mi fa infuriare. Se io ho i soldi, pago un medico privato che senza problemi mi ascolta, mi consiglia, mi aiuta. Se non ho soldi e magari non ho una famiglia alle spalle che mi spiega come avere una sessualità consapevole, mi devo rivolgere alle strutture pubbliche e incrociare le dita, sperando di incontrare il medico giusto, che sappia ascoltarmi e che sappia consigliarmi (senza usare epiteti o minacce) e che non mi mandi via. Dev’essere sempre una questione di denaro?
L’inversione culturale, necessaria per bloccare la deriva, implica che una parte di società sappia uscire allo scoperto e far emergere questi disastri. Altrimenti saremo tutt* complici.

 

Non dobbiamo ignorare cosa accade attorno a noi. Dobbiamo essere al corrente di cosa è stato fatto nel nostro paese per la parità.

Ecco qualche immagine dalla marcia dei No194 e della contromanifestazione in difesa della 194 (qui e qui).

 

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One response to “Scomode

  1. Paolo ha detto:

    il medico non deve farti le coccole ma neanche maltrattarti. Anche per me l’obiezione di coscienza non dovrebbe esistere sopratutto negli ospedali pubblici e sulla pillola del giorno dopo è anche illegale.
    e l’allattamento al seno è un diritto: una madre che vuole e può farlo va rispettata come chi non può o non vuole

    Mi piace

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