Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Le strategie del dominante

su 16 ottobre 2014
Frida Kahlo standing next to an agave plant during a photo shoot for Vogue magazine, 1937

Frida Kahlo standing next to an agave plant during a photo shoot for Vogue magazine, 1937

Alcuni commenti su Facebook al mio post Maschilismo e mascolinità, mi hanno fatto comprendere quanto siamo ancora all’anno zero. Il fatto che ci sia stata discussione sul tema, dimostra che forse non tutto è stato risolto e che non possiamo “staresereni”. Parlare di questi temi permette di scoperchiare il pentolone, di svelare un po’ di posizioni e pregiudizi in materia. Per questo, mi sembra il caso di affrontare alcuni punti, anche se il tema assomiglia a un’agave piena di spine.

Un elemento alla base di qualunque ideologia di dominio è come controllare i dominati. In questo caso trattasi di dominate. Come legittimare e giustificare moralmente un’egemonia? Nel corso dei secoli e a seconda delle culture sono state messe a punto numerose metodologie, più o meno oppressive e palesi. Ultimamente, specie in Occidente, si preferisce adoperare forme più soft di dominio, che avvolgono il quotidiano e danno l’impressione di un contesto “naturale”. Una delle caratteristiche del sessismo è quella di impregnare ormai così tanto le relazioni quotidiane, da risultare quasi invisibile e pertanto difficile da individuare e da combattere.
Nel corso dei secoli, le donne sono state alternativamente oggetto di disprezzo e paternalismo. In passato, non siamo state oggetto di un pregiudizio invidioso, perché percepite come poco competenti e poco pericolose. Oggi, le donne in carriera e le femministe hanno ribaltato questa considerazione. Si cerca di incanalare disprezzo e invidia in nuove forme più sottili di sessismo, volte a sottovalutare la disparità di genere, dichiarandola risolta, o quasi. Si crede che le misure di contrasto alle discriminazioni siano inutili, o che addirittura rischino di creare un pregiudizio sull’uomo. Cito ancora Chiara Volpato (“Psicosociologia del maschilismo” pag. 59):

“I sessisti moderni credono, spesso in buona fede (o aggiungo io, perché non guardano oltre le proprie esperienze contingenti), di essere a favore dell’eguaglianza e non si accorgono di trattare in modo differenziato le persone sulla base dell’appartenenza di genere, con il risultato di contribuire al mantenimento della discriminazione” (ci sono molti casi nei luoghi di lavoro).

Solitamente se si nega il problema si tenderà ad attribuire l’insuccesso di una donna alla sua incompetenza, a una sua incapacità e a una sua mancanza di intraprendenza, in pratica si useranno vecchie e radicate teorie. Questo negare l’esistenza del problema consente anche di sopire le voci di protesta, per rendere le donne disunite e insicure (come ho più volte sostenuto in questo blog), col risultato di consolidare un meccanismo. Alla fine alla maggioranza delle donne converrà assicurarsi un pigmalione tutelare e omologarsi.
Il sessismo moderno adopera due opposti sistemi di atteggiamenti, entrambi però finalizzati allo stesso scopo, affermare la superiorità maschile. Così si oscilla tra sessismo ostile e sessismo benevolo. Scrive Volpato: il primo “esprime la diffidenza e l’apatia riservate ai subordinati che non si adeguano allo status quo; le donne sono percepite come avversarie, che anziché accettare il posto loro assegnato, cercano di controllare gli uomini, indebolendone la potenza e limitandone la libertà attraverso le armi della sessualità o della competizione”. Si basa sulla “naturale” inferiorità della donna e si oppone a qualsiasi richiesta di parità. Per intenderci seguono le opinioni di Mussolini in materia, recuperate anche nel dibattito politico più recente. Questo spiega una parte delle argomentazioni dei commentatori su Facebook. Ma veniamo al secondo tipo. “Riconosce alle donne una serie di qualità positive, arrivando a definirle creature preziose, da proteggere, da adorare e adulare perché bravissime a far tutto ciò che gli uomini non desiderano fare”. Questo sessismo bon ton è socialmente più accettabile e aiuta a sopire le concrete istanze paritarie di molte donne. “Combina dominio e affetto”, in modo tale da aggiogare meglio le donne e convincerle che il “nemico”, ammesso che di nemico si tratti, non è l’uomo ma sono le stesse donne che si comportano in modo opportunistico e “sfruttano” l’uomo “indifeso” (con l’arma della seduzione). Questo è presente anche in un commento che mi hanno fatto.

Mi hanno anche detto che il mio è uno “spreco” di tempo e che la “mia rigidità travalica la ragione”. La rigidità sta nell’affermare una cosa palese e reale. In pratica, sono una pazza femminista, brutta, cattiva e irrazionale, a cavallo di una scopa.
Mi hanno scritto:

“Credo che le donne, più che essere liberate dal giogo maschilista, abbiano bisogno di essere liberate dall’ottusita’ imperante nel cervello di molte di loro e me pare che questa cosa non l’hai chiara per niente. Vai nelle Chiese e sono frequentate a stragrande maggioranza da donne che poi lavorano negli ospedali e, esattamente come molti colleghi maschi, in alcune zone impediscono l’applicazione della legge sull’interruzione di gravidanza; Berlusconi ha governato per decenni con l’appoggio entusiastico di un elettorato composto in maggioranza da donne. Sei libera di pensarla come vuoi e non ho alcuna pretesa di avere ragione ma la mia sensazione è che siano molte le cose che non hai capito”.

Quindi il problema viene rigettato e buttato in campo femminile, ben lontano dalle sue origini e cause. Come ti giro la frittata! Bello vero? Adoro poi quando qualcuno mi dice paternalisticamente che non ho capito nulla. Chissà perché, guarda caso, è un’argomentazione che usa anche mio padre. Un caso?? Continuo a non capire, il fatto che, particolarmente in Italia, ci siano dei problemi palesi quali divario salariale, ruoli istituzionali e di potere economico in cui le donne sono minoranza oppure sotto “tutela maschile” a cosa è dovuto? A una pura casualità? A una questione di tipo biologico? E se come è stato detto, la “colpa” sta in gran parte dal lato delle donne “opportuniste”, che adoperano ogni mezzo per far carriera, da cosa può dipendere? Da regole e da leggi invisibili ideate dalle donne stesse o dall’educazione? Lo chiedo agli uomini che mi dicono che ho una visione faziosa. Ma davvero pensiamo che il nemico o meglio il problema non ci sia? E poi qui non ho mai parlato di nemico, ma di problemi di parità di genere.
Ringrazio del riferimento a Berlusconi, perché cade a fagiolo come esempio di un “mirabile” uso congiunto di sessismo ostile e benevolo: il primo prende di mira le donne che sfidano il potere maschile in modo più o meno palese e che non cedono alle sue lusinghe, mentre il secondo è rivolto alle donne che accettano i ruoli convenzionali (mogli, madri, oggetti romantici). Da un’indagine condotta da Peter Glick e Susan Fiske, è emerso che le donne, quanto più sono immerse in un contesto sessista (benevolo), tanto più sono disposte ad accettarlo, in quanto grazie ai vantaggi secondari che porta con sé, si presenta come un caldo e amorevole rifugio, al riparo dell’ostilità diffusa. Ognuna cerca di trovare soluzioni, accettando o meno la subalternità, ma anche in questo esistono vari gradi. Betty Friedan nella Mistica della femminilità, parlava di ” comodo campo di concentramento”, riferendosi a tutta una serie di modelli, convenzioni, privilegi, restrizioni che inglobano la vita delle donne in una bolla sicura, ma soffocante. Cito ancora Volpato:

“La forza delle ideologie legittimanti, come il sessismo, sta nella capacità di convincere i membri dei gruppi dominati ad accettare volontariamente l’ineguaglianza invece che agire contro di essa”.

Alcune donne scelgono invece di trovare soluzioni individuali per migliorare la loro qualità della vita e spesso dall’alto di posizioni privilegiate, prendono le distanze dalle altre, nei cui confronti hanno un atteggiamento ostile e un giudizio stereotipato: sono coloro che sono affette dalla sindrome dell’ape regina.
Non arriviamo a dire che odio gli uomini in quanto femminista, così come non si può affermare che tutti gli uomini odiano le donne (lascio Laurie Penny spiegare questo punto). Non c’è nessun nemico, solo delle cattive abitudini mentali e materiali. Parliamo dei vantaggi che l’uomo ricava dal sessismo. E continueremo a parlarne, per noi e per tutte le altre, anche se ci dicono che parliamo solo tra di noi, nella nostra nicchia di povere femministe che tuttora si ostinano a non abbracciare la sana e sicura protezione del dominio paternalistico. Chissà perché?!

Concludo con Volpato: “Come ogni pregiudizio, il sessismo si rinforza nei momenti di crisi, economica e politica”, quando la competizione diventa più accesa.

No, there’s nothing wrong with masculinity – until it’s used as a gauge for measuring and excluding people, whether they’re women or other men, or people who don’t identify as either (fonte qui).

Annunci

8 responses to “Le strategie del dominante

  1. IDA ha detto:

    “Come ogni pregiudizio, il sessismo si rinforza nei momenti di crisi, economica e politica”.Vero, nei momenti di crisi, tutte le forme di discriminazione vengono amplificate, razzismo omofobia.. cc.. Come in parte è vero che parliamo solo tra di noi, ma questo prendere le distanze dal femminismo, da parte di molte donne, e il disprezzo manifestato per le femministe da parte di molti uomini, paradossalmente mi fa ben sperare.. usando le parole di Bunuel: “Ritorneremo pidocchiosi..”

    Mi piace

  2. Eleonora Cirant ha detto:

    A proposito di dominanti e dominate, rilancio qui il libro di Lea Melandri “Amore e violenza”. Grazie Simona, a presto

    Mi piace

  3. […] sottile ma innegabile lega le forme di sessismo di ultima generazione (di cui parlavo in un mio post precedente), la pornografia violenta che sfocia in prostituzione, le forme di sopraffazione, gli […]

    Mi piace

  4. Paolo ha detto:

    comunque innamorarsi non è essere “oggetti romantici”, anche un uomo si innamora ed è oggetto d’amore, non c’è nulla di degradante, è una cosa umanissima e non oggettificante

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Non Una Di Meno - Milano

Contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

paroladistrega

BARBARA GIORGI

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Time will tell

And I'll be there to listen

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

Una femminista alle prese con il rosa

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine

O capitano! Mio capitano!...

"Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno." [Oscar Wilde]

Diana

"Nell'ora più profonda della notte, confessa a te stesso che moriresti se ti fosse vietato scrivere. E guarda profondamente nel tuo cuore dove esso espande le sue radici, la risposta, e ti domandi, devo scrivere?". Rilke

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: