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Una Dichiarazione dal passato

Marie-Olympe de Gouges

Marie-Olympe de Gouges

Con questo post tornerò un po’ indietro nel tempo, per raccontarvi una piccola storia. La Rivoluzione francese portò con sé numerosi e importanti venti di cambiamento. Per le donne fu la prima vera occasione per maturare una coscienza della propria condizione e dei propri diritti negati e rivendicarne l’attuazione. Nella Petizione delle donne del Terzo Stato al Re, le autrici coperte dall’anonimato si azzardano a chiedere il diritto all’istruzione e al lavoro. Si chiese di avere accesso agli Stati Generali e l’istituzione di un tribunale femminile, con compiti specifici in tema di separazione e prostituzione.
Nel 1791, Marie-Olympe de Gouges scrive la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, un documento nato dalla necessità di colmare le “lacune” della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, redatta quello stesso anno, ma con idee e stile prettamente maschili e che dimenticava di fatto l’altra metà dei cittadini.
La Dichiarazione di Olympe fu il primo documento a invocare l’uguaglianza giuridica e legale delle donne in rapporto agli uomini.
“La donna nasce libera e ha uguali diritti all’uomo e non ha altri limiti se non quelli della tirannia che questi esercita su di lei. In nome delle leggi della natura e della ragione si chiede pertanto che questi limiti vengano rimossi”.
Oggi abbiamo dei diritti sanciti per legge, ma abbiamo ancora molta strada da compiere per una loro piena e certa applicazione. Siamo ancora qui per difendere quegli stessi diritti e a sottolineare il nostro posto nella storia, una storia troppo spesso raccontata al maschile.
Oggi chiediamo una significativa rappresentanza femminile in Parlamento, che non sia soggetta al controllo e al benestare dei leader uomini di partito. Perché non vogliamo l’investitura del politico di turno, subordinata a chissà quali condizioni. Questi zuccherini funzionano solo con le allodole. La partecipazione alla res politica è ben altra cosa.
Oggi chiediamo che l’istruzione pubblica non venga svilita, perché sarebbe un pericolo per tutte le future generazioni. Il diritto allo studio non deve essere subordinato alle disponibilità economiche della famiglia e dev’essere di qualità per tutti. Non permettiamo che si compia un disastro nella scuola pubblica e chiediamo maggiori investimenti.
Le battaglie di Olympe non sembrano poi tanto lontane dai nostri giorni e non tutto è stato risolto, completamente: la difesa delle madri nubili, la tutela dei figli naturali, la creazione di laboratori pubblici per i disoccupati e la lotta contro lo sfruttamento degli schiavi.
Sono tutti temi che adeguatamente rimodulati e adattati ai nostri tempi troviamo ancora oggi sotto forma di questioni da affrontare.
Olympe pagherà con la ghigliottina le sue idee e per essersi opposta all’esecuzione di Luigi XVI. Nel 1793, in pieno Terrore, la Convenzione si muove verso istanze antifemministe. Olympe morirà “per aver voluto essere uomo di Stato e dimenticare le virtù che si convengono al suo sesso”. Non era rimasta al suo posto. Si preferì tornare ai costumi per così dire sobri e rassicuranti di una società patriarcale. Contro la richiesta di pari diritti, avranno la meglio posizioni conservatrici.
E noi, oggi, cosa abbiamo intenzione di fare?

 

Fonti e informazioni

– Storia dei Movimenti e delle idee – Femminismo – Rosantonietta Scramaglia, 1997 Editrice Bibliografica, Milano

– Saggi di filosofia e storia della filosofia, a cura di Annamaria Loche e Marialuisa Lussu, 2012 Franco Angeli, Milano (qui)

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