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Giocattoli di genere

su 7 maggio 2014
Gangs of Paris - France, 1950

Gangs of Paris – France, 1950

A quanto pare sembra diventato una moda interrogarsi sui giocattoli di genere. Ho già scritto altre volte sul tema, oggi ci torno su dopo aver letto questo studio.

Quando ero piccola, all’asilo, vigeva una separazione netta tra giochi per femminucce e per maschietti. Ricordo che adoravo i pupazzetti degli indiani e dei cowboys, ma non mi era permesso giocarci. Potevo solo colorare, disegnare e giocare con roba da femmine. Mi annoiavo a morte, anche perché sono sempre stata negata per il disegno ornato. Al di là del fatto che questo accadeva 30 anni orsono, nella mia vita quotidiana, extrascolastica, nessuno mi ha mai impedito di giocare con qualche giocattolo. Di solito la scelta era libera e tuttora, con mia figlia, cerco di assecondare il suo istinto, più che il mio. Per cui l’esperienza di Riley di cui parla l’articolo, in realtà è un non problema, in quanto basta cambiare corridoio e si possono scegliere tutti i giocattoli che si desidera. Il problema è più in noi adulti, gli stereotipi sono in noi. Nonostante mia figlia non abbia martellamenti sul rosa e affini, quando si tratta di scegliere un vestito o un paio di scarpe, si butta decisamente su articoli con fiorellini e simili. Questo cosa significa: che ognuno è fatto a suo modo e bisogna soltanto non pressare questi gusti, ma assecondarli. I gusti poi cambiano molto velocemente e facilmente. Non esiste una soluzione pratica alla ghettizzazione delle bambine nell’utilizzo di giochi “femminili”: l’alternativa, sarebbe bandire il rosa o i colori pastello o i giochi di cura e di bellezza, con un’ulteriore rischio di proibizione. Quindi un gioco di genere non mi sembra così decisivo nella maturazione e nella crescita, non penso che sia un problema vedere una bambina che gioca a cucinare. Sarebbe una violenza impedirle di farlo o nasconderle alcuni tipi di giocattoli solo perché considerati fuorvianti. Questo vale anche per i maschi.

Lasciamo i bambini giocare con quello che desiderano, senza la nostra perenne preoccupazione che questo possa ledere la loro crescita e il loro successo da adulti, perché secondo me gli adulti vanno nel panico solo perché hanno paura che i figli non siano adeguatamente equipaggiati per avere successo.
Spesso questi studi partono con dei risultati già prefissati e nel corso del loro processo dimostrativo, fanno di tutto per giungere a quel risultato predeterminato, scartando tutte le ipotesi e le prove che confutano la loro idea iniziale. Facendo così si manipola la realtà e si cerca di convincere che il mondo segua leggi che non hanno fondamento. Opinione personale.


One response to “Giocattoli di genere

  1. […] alcune riflessioni in merito. Sia perché sull’argomento mi ero già espressa (qui, qui e qui), sia perché da bambina io non distinguevo il genere dei giocattoli, questo gli adulti devono […]

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