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La donna che si sente amata non abortisce

su 21 aprile 2014

 

Magritte

Magritte

 

Ci risiamo. Ora le donne, dopo essere state apostrofate come assassine, colpevoli di un abominio, si devono anche sentir dire una frase del genere.
Il 3 maggio si svolgerà a Roma un convegno “Dai una chance ad ogni vita” in preparazione alla Marcia nazionale per la vita del 4 maggio.
Nel corso del convegno si premierà Flora Gualdani, colei che ha pronunciato la frase con cui ho titolato il mio post.
È la fondatrice della Casa Betlemme, ad Arezzo. Se leggete l’articolo di Tempi, si parla della solita versione iniziatica e di illuminazione divina, per parlare della missione intrapresa da questa donna. In pratica:

“la “questione procreatica” sarebbe diventata “epocale e drammatica” e che l’uomo, per non autodistruggersi, dovrà tornare a “genuflettersi davanti al Creatore” e al “mistero dell’Incarnazione”.

Ok, tutto è ammesso, ma da qui a coprire l’intero mondo donna, ce ne passa. Le mille motivazioni che portano una donna a scegliere di interrompere la gravidanza non sono riassumibili, né banalizzabili in questo modo.
Riporto un altro brano:

“L’ambulatorio ostetrico è uno speciale confessionale laico, e dopo mezzo secolo so che la donna è indotta all’aborto non tanto da motivi economici ma soprattutto dalla paura di sentirsi sola. Quindi ciò che conta è che la donna si senta amata, non lasciata sola. La donna che si sente amata non abortisce. Lo dico per esperienza. Deve sentirsi preziosa a motivo di quel suo stato interessante, che deve essere “interessante” per la società intera, perché l’utero gravido è tabernacolo che dà futuro alla storia. Davanti ad una gestante dovremmo sempre genufletterci riconoscenti”.

 

Mi sconcerta questo sottolineare sempre la fragilità intrinseca della donna, come se fosse incapace di scegliere per sé e abbia sempre bisogno di un sostegno.

“Occorre capire come mai la donna occidentale dimentichi sempre più di essere “femmina, madre e sposa”.

In tutte queste affermazioni non c’è traccia di una minima possibilità di scelta libera per la donna, che in questo quadretto desolante, essendo incapace di intendere e di volere, si fa soggiogare dalla società e dallo stile di vita occidentale. Dovremmo essere tutte ugualmente omologate in un ruolo codificato nei secoli da società patriarcali che ci volevano schiave mute, adoranti, sottomesse e dipendenti economicamente e psicologicamente. Questi discorsi stranamente non vengono mai declinati al maschile. Siamo sempre noi a doverci sacrificare, omologare, immolare. Dobbiamo dimenticare la faccenda dei ruoli preconfezionati e precostituiti. Donne e uomini devono essere parimenti liberi di scegliere che forma dare alla propria vita. Siamo nel 2014, sarebbe anche ora.
La Gualdani riduce tutto a un “capriccio”, a un sentirsi sola e abbandonata. Peccato che un figlio se lo metti al mondo te ne devi occupare, la maternità è un progetto per la vita. La maternità deve essere una scelta libera e consapevole, altrimenti i danni sono enormi, in primis per il figlio. Una donna deve scegliere se e quando diventare madre. Per questo occorre battersi per una maggior autocoscienza e consapevolezza di sé, dei metodi contraccettivi sicuri, dei propri diritti, della propria capacità di scelta autonoma. Nessuno deve interferire o fare pressioni psicologiche sulla donna. Questa storia della colpa deve finire. Ognuno deve essere libero di scegliere, ripeto.
Vogliamo guardare in faccia la realtà o ci limitiamo a raccontare solo la favola con tanto di happy ending? Ci siamo guardati attorno? Non aggiungo altro: a voi il compito di completare.

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2 responses to “La donna che si sente amata non abortisce

  1. IDA ha detto:

    “Occorre capire come mai la donna occidentale dimentichi sempre più di essere “femmina, madre e sposa”.

    Questa è la frase che giustamente hai sottolineato.. Il problema secondo me, è proprio il contrario di quello che pensa Flora Guardami, non è che ce ne siamo dimenticati, ma non riusciamo a liberarci definitivamente dalla femminilità, maternità, matrimonio.. intesi come concetti, che sono delle gabbie per le donne.

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    • simonasforza ha detto:

      Esatto, purtroppo siamo ancora ingabbiate in queste categorie, che diventano una specie di modello senza alternative. Dobbiamo svincolarci da questi meccanismi e affermare la centralità della libera scelta personale di essere ciò che si desidera e che più ci rappresenta.

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