Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

(Don’t fear) the reaper

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Il brano è strafamoso ed è datato 1976. L’autore è Donald “Buck Dharma” Roeser, chitarrista della rock band americana Blue Öyster Cult. La canzone ruota sul riff ossessivo che ci trascina e ci immerge in un clima tardo psichedelico e quasi magico, con un gusto nell’arrangiamento che ci riporta a quei magici e irripetibili anni. Il tema non è proprio leggerissimo. Dharma si interroga su cosa accadrebbe se dovesse morire giovane.

A un primo ascolto leggiamo solo l’ineluttabilità della morte e l’invito a non averne paura. Poi emerge il coinvolgimento di una seconda persona, l’amata e l’auspicio di un amore eterno. Scavando nelle parole si ha l’impressione che ci sia un chiaro riferimento a un omicidio-suicidio e a nulla valgono le rassicurazioni di Dharma che precisa che si tratta di una canzone sull’amore eterno. Egli ricorre a Romeo e Giulietta come simboli di una coppia che crede di rincontrarsi nell’aldilà. Inquieta la frase 40.000 men and women ogni giorno, sottintendendo muoiono.

A mio avviso, l’ottica del brano trasuda un punto di vista malato, di un uomo che cerca di coinvolgere nel suo piano di morte anche la sua amata. È un po’ l’idea che forse passa per la mente di molti uomini quando decidono di togliere la vita alle donne. La versione più “emo” e gotica degli Him lo chiarisce molto bene e ne sottolinea la morbosità, attraverso la presenza di una riluttante voce femminile. Anche il testo rispecchia una fase di cambiamento in atto a metà degli anni ’70: dove a liriche portatrici di una visione propositiva, di rinascita e di speranza, si affacciano sempre più testi legati all’alienazione e alla crisi esistenziale. I capostipiti di questo filone furono i Black Sabbath con Paranoid del 1970.
Il brano Don’t fear the reaper resta una delle perle del rock di tutti i tempi.

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Dalle baby squillo alle baby lips: di chi è la responsabilità?

Dobbiamo batterci affinché ognuno sia libero di vivere la propria età o fase della vita, senza rincorrere falsi stereotipi e venire usato e trasformato a seconda delle esigenze del mercato. Tutto viene distorto e sfruttato biecamente e noi insieme a tutti gli ingranaggi del sistema di mercificazione. Guardiamo e critichiamo, senza paura di subire critiche, opponiamoci a tutto ciò, iniziamo almeno ad accorgerci di come siamo immersi in un magma devastante di idee e di valori. Ecco perché non facciamo mai passi in avanti.

Ex UAGDC

Gli scandali relativi al giro di prostituzione minorile di questi ultimi mesi si sono concentrati quasi esclusivamente sulle cause che hanno portato le due adolescenti a prostituirsi senza indagare né concentrarsi sui clienti alle quali si sono rivolti. Il sessismo, ossia la mancanza di una parità di genere, ha lasciato la società cieca davanti ad un fenomeno che dovrebbe far riflettere. Molti italiani usufruiscono del sesso a pagamento. Sono più di nove milioni gli uomini che comprano sesso. Primi in Europa per questo e primi nel mondo per turismo sessuale, in cerca di minori. E’ infatti a causa di questa “accettazione” che in questi ultimi mesi numerose forze politiche chiedono di abrogare parzialmente la legge Merlin e reintrodurre le case chiuse, luogo dove spesso avviene lo sfruttamento di giovani donne come testimoniato in Germania, mentre altri paesi europei stanno introducendo il modello svedese.

Alcune "Immagini di repertorio" utilizzate dai quotidiani per rappresentare casi di prostituzione minorile Alcune “Immagini di repertorio” utilizzate dai…

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Il caso di Valentina e la legge 40 sulla fecondazione assistita

Leggetelo, perché dobbiamo riflettere su ciò che si sta consumando a spese della salute della donna, a causa dell’orribile legge 40 e di una applicazione difficile della 194. Dobbiamo uscire dal silenzio e non abbandonare il dibattito su questi temi, i diritti vanno difesi e occorre lottare per eliminare i muri tuttora esistenti.

#Centonovantaquattro

163153731-01aeeb1e-903e-44d0-b993-87da7a08bd0f La storia di Valentina , la donna che ha abortito in un bagno del Pertini di Roma senza ricevere alcuna assistenza medica, ha fatto il giro della rete e delle pagine dei quotidiani, ha suscitato giustamente indignazione e rabbia.
In un periodo storico in cui i diritti delle donne all’autodeterminazione sono costantemente minacciati, una vicenda come quella di Valentina ha ribadito la necessità di lottare perchè non si torni indietro, non si torni agli aborti clandestini, quelli in cui le donne morivano.

I siti femministi nel riportare la storia di Valentina si sono soffermati sulla sacrosanta denuncia dell’eccesso di obiezione di coscienza che viene a configurarsi in questo caso, ma in realtà in tutti, come mancata assistenza medica, sulla necessità quindi di rivedere la legge 194 in questo senso, limitando o eliminando, io personalmente sono per la seconda opzione, la possibilità di obiezione dei medici ginecologi, ma non ho visto…

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