Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

Locomotive a più velocità

Il prossimo 17 marzo Renzi sarà ricevuto dalla Merkel, non sarà una visita semplice, ma ci sono delle novità sul versante tedesco, che potrebbero ammorbidire la Cancelliera di ferro.

Un documento interno del governo tedesco, pubblicato in esclusiva dalla Süddeutsche Zeitung, per la prima volta riconosce che il surplus di export fatto registrare dalla Germania negli ultimi anni ha danneggiato la stabilità dell’Eurozona. “Un’eccessiva e duratura diseguaglianza dei bilanci commerciali fra i singoli Stati europei costituisce un danno per la stabilità dell’Eurozona”. Finora solo i paesi colpiti dalla crisi, come Italia, Portogallo, Spagna, Francia ma anche gli USA avevano sostenuto che i surplus eccessivi conseguiti da un solo paese producono inevitabilmente indebitamenti rilevanti in altri paesi. La Merkel aveva sinora respinto qualsiasi richiesta di “imbrigliare la locomotiva produttiva tedesca”, indicando come motivi del successo l’abilità dei suoi imprenditori, un costo del lavoro competitivo, la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti, la capacità di sostenere l’export. Tutte queste considerazioni hanno creato i presupposti per le politiche di austerity finora applicate, per risanare i conti pubblici e far ripartire le economie dei Pigs. Oggi si riconosce che quelle disuguaglianze andavano tenute sotto controllo. Il rallentamento dei Brics, impone una sterzata alla Germania, se vuole continuare ad avere dei mercati di consumatori per i suoi prodotti, e tutti sappiamo che quei mercati sono principalmente europei.

La Commissione europea il 5 marzo ha invitato la Germania a varare iniziative che facciano crescere le importazioni. Bruxelles sta indagando sull’ipotesi che la Germania abbia infranto le regole europee, producendo uno squilibrio tra i paesi membri, che si realizza nel caso in cui uno Stato abbia per lungo tempo un disavanzo o un attivo superiori al 6% del PIL. La Germania ha sempre fatto finta di ignorare questo limite.

Per questo l’Italia dovrebbe farsi trovare pronta a cogliere l’occasione, nel caso si procedesse verso un riequilibrio dell’export tedesco.

Lascia un commento »

I forgot my mittens

cristalli di neve

 

Premetto che sono di parte e che probabilmente questo difetto invaderà ciò che sto scrivendo. Mi riallaccio al mio precedente post musicale per riprendere il tema dei rapporti tra figli e genitori. È la volta di una delle mie cantautrici preferite: Tori Amos e la sua Winter, brano del 1992, inserito in Little Earthquakes. Le canzoni della Amos sono vere, attenzione, non verosimili. Questo è indubbiamente un elemento imprescindibile per Tori. Sono musicalmente dei cristalli di neve, allo stesso tempo dirompenti e potenti come un ruscello di montagna. Figlia di un pastore metodista e di un’insegnante di origini cherokee, rompe la sua educazione musicale classica per seguire le sue personalissime inclinazioni. Chi l’ha vista dal vivo, attorniata dalle sue numerose tastiere, può tranquillamente affermare che lei è un’unica cosa con il pianoforte.

Ma torniamo al brano, dal testo a tratti ermetico, che racchiude il percorso di un padre e di una figlia. C’è tutta la tenerezza dei ricordi dell’infanzia, che riaffiorano. La piccola Tori si è dimenticata le sue muffole: “I get a little warm in my heart – When I think of winter – I put my hand in my father’s glove”. Poi affiora la consapevolezza che le cose cambiano in fretta, si cresce e bisogna imparare a farcela da soli:

“I tell you that I’ll always want you near. You say that things change”.

Emerge la difficoltà di centrare pienamente ciò che si è, si gira attorno senza riuscire a cogliere l’essenza di ciò che siamo.

E poi i ruoli si ribaltano ed è la figlia che chiede al padre:

“When you gonna love you as much as I do”.

Il tempo è trascorso e molti sogni sono stati abbandonati, ci si confida il desiderio di essere orgogliosi l’uno dell’altra.

Un sussurro chiude la canzone:

“Never change. All the white horses…”

Cosa saranno i cavalli bianchi che in un primo tempo “are still in bed” e alla fine della canzone have gone ahead?

Azzardo un’ipotesi: penso che i cavalli bianchi siano i sogni, i bivi che nella vita si incrociano e che ci impongono una scelta, le occasioni perdute. Sono le porte di quelle scelte mai compiute e che sono ormai chiuse. La strada per diventare adulti passa per il superamento e per il doloroso abbandono di quel mondo di white horses. Nonostante le cose inevitabilmente cambino, quei sogni non mutano e restano dentro di noi.

L’ispirazione deriva da una poesia di E. E. Cummings del 1926, “After all white horses are in bed”, ripresa da Gwyneth Walker nel 1979 nell’opera per coro e piano denominata “White Horses”:

after all white horses are in bed
will you walking beside me, my very lady,
touch lightly my eyes
and send life out of me and the night
absolutely into me?

Lascia un commento »

tiritere72663953.wordpress.com/

"Alle giovani dico sempre di non abbassare la guardia, non si sa mai". Miriam Mafai

Il blog di Paola Bocci

Vi porto in Regione con me

Non Una Di Meno - Milano

Contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere

ilportodellenuvole.wordpress.com/

I tessitori di nuvole hanno i piedi ben piantati per terra

Variabili Multiple

Uguali e Diversi allo stesso tempo. A Sinistra con convinzione.

Blog delle donne

Un blog assolutamente femminista

PARLA DELLA RUSSIA

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Critical thinking

Sociology, social policy, human rights

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

mammina(post)moderna

Just another WordPress.com site

Femminismi Italiani

Il portale dei femminismi italiani e dei centri antiviolenza

violetadyliphotographer

Just another WordPress.com site

Il Golem Femmina

Passare passioni, poesia, bellezza. Essere. Antigone contraria all'accidia del vivere quotidiano

Last Wave Feminist

"Feminism requires precisely what patriarchy destroys in women: unimpeachable bravery in confronting male power." Andrea Dworkin

Links feminisme

geen feminisme zonder socialisme, geen socialisme zonder feminisme

Rosapercaso

La felicità delle donne è sempre ribelle

vocedelverbomammmare

tutto, ma proprio tutto di noi

Stiamo tutti bene

Le tragicomiche avventure di una famiglia di nome e di fatto

Abolition du système prostitueur

Blog du collectif Abolition 2012

REAL for women

Reflecting Equality in Australian Legislation for women

Banishea

Gegen Prostitition. Für Frauen. Für Selbstbestimmung und Unabhängigkeit. Gegen Sexkauf. Not for Sale. Weil Frauen keine Ware sind.

Psicodinamica

idee di psicologia e psicoterapia

Sarah Ditum

Writing, etc.

Femina Invicta

Feminist. Activist. Blogger.

THE FEM

A Feminist Literary Magazine