Nuvolette di pensieri

Mormora l'acqua del ruscello

35 anni. Cosa è cambiato?

su 24 febbraio 2014

Sono passati 35 anni dal varo della legge 194, che ricordo, ha come titolo: “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione di gravidanza”, pertanto contiene delle norme volte a garantire la salute, una maternità consapevole e l’autodeterminazione della donna. Quindi, non soltanto aborto, ma una legge che estende i suoi effetti su un panorama molto ampio.

Se guardiamo i numeri, possiamo innanzitutto affermare che il numero delle IVG è crollato: nel 2012 sono state 105.968, un – 4,9% rispetto al 2011, -54,9% rispetto agli inizi. L’Italia segna anche un numero bassissimo tra le minorenni: in questo potrebbe pesare una struttura più stabile ed efficace dei rapporti familiari. In Italia 6,4 per mille under 20 interrompono la gravidanza, in Spagna 13,7,  in Francia 15,2, in Usa 19,8, in Svezia 19,8. Le immigrate sono un 30% del numero totale e sono anche coloro che hanno l’età più bassa e che spesso si rivolgono ad ambulatori illegali.

Insomma, i numeri sembrano segnare un successo. Ma dobbiamo soffermarci sul nodo che riguarda il ruolo dei medici obiettori di coscienza, che sta diventando sempre più preoccupante. Le percentuali di obiettori si aggirano tra l’80 e il 90%, con picchi nel Sud. Essere obiettori fa bene alla carriera e soprattutto non finisci a fare solo quello. Nel 2005 il picco di +10% degli obiettori. In quel periodo andarono in pensione molti medici del periodo delle grandi mobilitazioni femministe. Ma ricordiamo che nel 2005 (epoca di Berlusconi e del cardinal Ruini) i partiti di sinistra e i radicali perdono il referendum contro la legge 40 (non si raggiunse il quorum a causa di un forte astensionismo)sulla fecondazione assistita, che vieta la diagnosi pre-impianto e la fecondazione fuori dal matrimonio. Una bella botta alla laicità e alle fondamenta della 194. Anche l’approccio all’aborto medico (la pillola RU486) contiene dei limiti: prevede la predisposizione di un reparto ad hoc , per accogliere le donne per due giorni, come prescritto dall’Agenzia italiana del farmaco. Questo è un costo, che non sempre le strutture scelgono di sostenere, anche perché il 90% delle donne che ricorrono a questo metodo sceglie di tornare subito a casa, assumendosi i rischi del caso (che non sono proprio da sottovalutare). Non ne parliamo poi dell’aborto terapeutico che richiede un’equipe permanente molto vasta. L’epidemiologo Michele Grandolfo, dirigente di ricerca all’Istituto superiore di sanità, conta molto sulla diffusione della RU486, così come sull’importanza dell’applicazione della legge sui consultori (29 luglio 1975): era previsto un consultorio ogni 20.000 abitanti. Ad eccezione del Piemonte, seppur con organici ridotti, questo piano non è mai stato attuato. I consultori sono in media uno ogni 100.000 abitanti. Occorre rafforzare il ruolo delle donne e sottolineare la loro capacità di scelta . L’autodeterminazione non ha bisogno di soggetti terzi che autorizzino o certifichino questa capacità: occorre riportare al centro del discorso la donna. Invece, siamo sempre trattate come soggetti parzialmente capaci di intendere e volere.

Se guardiamo le liste d’attesa per le IVG: spesso superano i 15 giorni e talvolta i 22, con il rischio di superare le 6 settimane consentite dalla legge. Aumentano le persone che vanno all’estero, soprattutto per gli aborti terapeutici.

In questo clima difficile, aumentano i casi di ambulatori illegali e di farmaci di contrabbando. Ma quanto pesano gli aborti clandestini? Da un’inchiesta del 2013 dell’Espresso, si parla di 20.000 (Ministero della Sanità – 2008, stima (al ribasso) basata sul tasso di abortività delle italiane 6,9 per 1.000), forse 40.000-50.000 quelli reali. Secondo l’Istat nel 2011 ci sono stati 75.000 aborti spontanei, ma sembra che un buon numero di essi sia frutto di aborti casalinghi con gravi complicazioni. Il silenzio che sta calando su questi drammi e sulla 194 è pericoloso, perché apre le porte a una sorta di rewind culturale e pratico sulla pelle delle donne. Come se non fosse sufficiente il dolore che ciascuna di queste donne prova.

Ringrazio il sito InGenere e L’Espresso:

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2013/05/23/news/aborti_obiettori_di_coscienza-59475182/

http://ingenere.it/articoli/trentacinque-anni-portati-abbastanza-bene

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